L'antidoto alla fatica? Allenare il cervello
Sanihelp.it -
La fatica è la risposta fisiologica dell’organismo all’esecuzione di attività fisiche prolungate. Inoltre è un sintomo comune e disabilitante in numerose malattie neurologiche, infettive, neoplastiche, internistiche o endocrinologiche.
La fatica è un nemico storico dell’uomo, ma fino a oggi solo l’allenamento e, illecitamente,
l’uso di sostanze dopanti, hanno saputo migliorare la resistenza dell’uomo alla fatica.
Ora, in uno studio di prossima pubblicazione sull’
European Journal of Neuroscience, è stato dimostrato un consistente incremento della resistenza allo sforzo prolungato attraverso una
nuova metodica di stimolazione cerebrale.
La nuova tecnica, non invasiva e indolore, prevede l’applicazione attraverso elettrodi posti sul cuoio capelluto di correnti elettriche dirette a bassissima intensità (tDCS), non percepibili dal soggetto e senza effetti collaterali.
I risultati dello studio, condotto dall’équipe del professor Alberto Priori dell’Università degli Studi di Milano, hanno evidenti implicazioni scientifiche e pratiche. Innanzitutto, costituiscono un passo in avanti nella comprensione dei complessi meccanismi che, a livello del cerebrale,
limitano l’esecuzione di sforzi intensi e prolungati. Inoltre, i ricercatori hanno depositato domanda di brevetto internazionale per sviluppare nuove apparecchiature in grado di svolgere un ruolo complementare alle tradizionali tecniche di allenamento per gli sportivi professionisti e
gli amanti del fitness, nonché per combattere la fatica nelle malattie.
Annunci Google
di Roberta Camisasca
revisione: 26-07-2007
Per ricevere gli articoli e le news di sanihelp.it nella tua casella email
Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai LETTORI, sulla base dei dati e delle informazioni qui forniti sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio. Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica. È vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione scritta.
Anno 6 N. 5 Reg. Tribunale di Monza n° 1556 del 18 dicembre 2001. Direttore responsabile: Marco Tarantola.