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Eiaculazione precoce causa problemi sessuali a lei

Sanihelp.it - In una coppia stabile, l’eiaculazione precoce del maschio può essere correlata ad un aumento della prevalenza di disfunzioni sessuali nella partner. È quanto emerso da uno studio che sarà presentato in occasione del XXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia in programma ad Ancona da oggi al 10 novembre. Studi precedenti avevano rilevato la correlazione tra disfunzione erettile nel maschio e disfunzioni sessuali nelle partners.

«È verosimile che in una coppia stabile la disfunzione sessuale presente in uno dei partner possa ingenerare, nel tempo, disfunzioni sessuali anche all’altro – spiega Vincenzo Gentile, Presidente della Società Italiana di Andrologia - Dallo studio realizzato dall’U.O. di Urologia Andrologica del Policlinico Universitario di Sassari emerge che il 56% delle donne, in coppia con un uomo affetto da eiaculazione precoce, presenta disfunzioni sessuali. Un dato importante che suggerisce la necessità di un approccio clinico dei soggetti sofferenti di EP che non escluda la donna».

Una riflessione che tiene conto della sempre maggiore prevalenza di questa disfunzione (4 milioni di maschi tra i 20 e i 50 anni) e delle possibili ricadute sul benessere sessuale della coppia. 

«Chi è partner di una persona che sviluppa un sintomo sessuale si sente spesso molto mortificato – spiega Chiara Simonelli, docente di psicologia e psicopatologia dello sviluppo sessuale all’Università La Sapienza di Roma e responsabile scientifico dell’Istituto di Sessuologia Clinica - La donna, in particolare, reagisce emotivamente: comincia a pensare di essere poco attraente, mette il muso, si arrabbia, si deprime. L’idea più frequente è che lui abbia un’amante. Sono situazioni dolorose, che innescano una dinamica del rapporto angosciante con risentimenti forti.Il tempo in questo caso non è galantuomo e molte coppie si allontanano sempre di più perché entrambi i partner non si sentono capiti: così può finire un amore». 

L’inquadramento del paziente con disturbi dell’eiaculazione non può prescindere, dunque, da un’attenta anamnesi sessuologica, farmacologica, patologica e dell’esame obiettivo che, integrata con i dati forniti dal paziente e dalla coppia, permette di formulare nel counseling sessuologico la migliore gestione per la risoluzione della problematica.





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di Redazione Sanihelp.it
revisione: 07-11-2007

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