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Intervista all'esperto

Allattamento e chirurgia del seno: tutta la verità

Un seno rifatto può allattare? Quante volte abbiamo sentito questa domanda... L'abbiamo girata a un esperto, che recentemente ha messo in luc nuovi dati sull'allattamento al seno.

Sanihelp.it - Sempre più neomamme decidono di allattare al seno. L’allattamento naturale può essere tuttavia una procedura complessa, il cui successo dipende in primo luogo dalla capacità della mammella di produrre e rilasciare il latte. La conoscenza dell’anatomia della ghiandola mammaria è perciò essenziale per chiarirne il funzionamento. Ne parliamo con l’esperto Peter Hartmann, professore di Biochimica presso la School of Biomedical, Biomolecular and Chemical Sciences e direttore dello Human Lactation Research Group.

Negli ultimi anni gli studi realizzati dalla sua équipe sull’anatomia della mammella durante la lattazione e sulla modalità di suzione del neonato hanno profondamente modificato le conoscenze in questo settore. Che implicazioni pratiche avranno sulle donne che allattano al seno?

«Le prime e uniche conoscenze relative all’anatomia della mammella durante l’allattamento provengono dagli studi di Astley Cooper che nel 1840 iniettò cera liquida nei dotti lattiferi di donne decedute. Tuttavia, la dilatazione dei dotti galattofori generata dall’iniezione di cera portò Cooper ad affermare che nella mammella fossero presenti seni lattiferi, nei quali egli riteneva che il latte si conservasse prima di giungere al capezzolo. Sofisticate tecnologie a ultrasuoni hanno recentemente ribaltato tali conclusioni, dimostrando che i seni lattiferi non esistono, che i dotti galattofori sono comprimibili in seguito a una leggera pressione della pelle, che sono localizzati più in superficie e che hanno dimensioni ridotte (circa 2.0 mm di diametro).
Queste scoperte hanno importanti conseguenze riguardo al corretto posizionamento del bambino nonché al suo attaccamento al seno, due aspetti fondamentali poiché questi problemi spingono molte donne a interrompere l’allattamento».

Potrebbe spiegare come una migliore comprensione della struttura anatomica della mammella influenzerà la chirurgia mammaria?

«Ci sono solo 9 dotti lattiferi che portano il latte al capezzolo, la conservazione dei quali, nell’ambito di un intervento chirurgico per la modificazione della dimensione del seno, è essenziale per non compromettere la capacità di allattamento. Inoltre, visto che il tessuto ghiandolare e quello adiposo non sono distribuiti in modo uniforme, è impossibile, durante interventi di riduzione del seno, rimuovere selettivamente il tessuto adiposo preservando i dotti lattiferi dalla mammella.

A questo proposito, alcuni studi evidenziano che le donne sottoposte a chirurgia estetica al seno hanno un rischio tre volte superiore di incapacità di allattare rispetto a quelle che non hanno subito interventi. Inoltre per le donne sottoposte a riduzione del seno la durata media dell'allattamento esclusivo è stato di 5 giorni, contro una media di 3 mesi per le donne senza chirurgia. Il 64% delle donne che hanno scelto di aumentare il volume del seno tramite chirurgia non produceva abbastanza latte».

In che modo i tiralatte possono coadiuvare le mamme che allattano al seno?

«Combinando naturalezza, efficacia, comfort e praticità, i tiralatte di nuova generazione sono indispensabili per i prematuri nati dopo meno di 34 settimane di gestazione che non sono in grado di poppare perché non controllano il riflesso di suzione-deglutizione-respirazione. Inoltre, sono utili per le donne che lamentano capezzoli doloranti, per quelle che producono latte insufficiente, per le mamme che lavorano fuori casa, nonché per alcune donne che desiderano fare provviste di latte congelato per le emergenze».
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Tags:  allattamento chirurgia estetica
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009

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