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Il cavolo in cucina

Protegge dal raffreddore, è dietetico e versatilissimo. Non c'è dubbio: il cavolo è davvero il re della tavola invernale sana e leggera!

Sanihelp.it - Ci sono almeno una decina di buoni motivi per affermare che il cavolo è il re dei vegetali sulla tavola invernale. Innanzitutto, il cavolo è un alimento che sopporta bene il freddo senza l’aiuto di serre protettive, anzi è il gelo a rendere le sue foglie così tenere e appetitose.
In secondo luogo, è l’ortaggio anti-raffreddore per eccellenza grazie all’elevato contenuto di vitamina C (circa 60-80 mg ogni 100 grammi, contro i 45 dell’arancia) e allo zolfo, disinfettante e tonificante nelle affezioni dell’apparato respiratorio. 

I cavoli cotti, poi, sono preziosi nelle diete ipocaloriche per il loro quasi inesistente contenuto di grassi. E un discorso a parte va fatto per i crauti, frutto del processo di fermentazione dei cavoli cappuccini. Questo aggiunge ulteriori virtù terapeutiche a un vegetale già di per sè salutare: la fermentazione produce infatti una grande quantità di acido lattico, che svolge un'azione regolatrice, antifermentativa, depurativa e disinfettante a beneficio dell'intestino, potenziando l'attività della flora intestinale. 

Per ottenere il massimo dell'efficacia i crauti non andrebbero cotti (soprattutto con la pancetta), ma consumati a crudo e conditi con olio d'oliva. Va detto però che il cavolo, in tutte le sue varietà, è una verdura estremamente versatile, e si può cucinare in numerosi modi: crudo, cotto, in zuppe, come contorno o associato ad altri vegetali e proteine animali. Molti a torto le giudicano indigeste, mentre ciò che conta è il metodo di preparazione. Dai cavolini di Bruxelles, al cavolo cappuccio e alla verza, per sfruttarne al meglio le proprietà occorre lavarli in acqua corrente per poi passarli qualche minuto al vapore o stufarli in poca acqua, dal momento che una cottura prolungata distrugge gran parte dei loro preziosi componenti. 

Un’idea originale e benefica è quella di consumare il cavolo crudo come antipasto, aggiungendolo ad altre insalate di stagione: il segreto è di tagliare finemente le foglie, lasciandole poi macerare nel succo di due limoni. Anche il problema dell'odore caratteristico che si produce durante la cottura, causato dall'alto contenuto di zolfo, è in realtà risolvibile: basta ricorrere alla pentola a pressione, oppure aggiungere aceto o limone nell'acqua di cottura. 

Con un curriculum così, è facile capire perché due figure storiche del calibro di Pitagora e Platone lo scelsero per chiarire il mistero della germinazione e della nascita: è da allora che si cominciò a far credere ai bambini di essere nati sotto un cavolo..
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Questo articolo appartiene allo speciale "Col cavolo"
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Tags:  cavolo alimentazione tavola
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009

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