I lombardi mangiano male: aumentano i tumori
Sanihelp.it - La sezione lombarda dell’ADI (Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica) in collaborazione con l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, ha svolto una ricerca su un campione di 1.377 adulti lombardi per verificare il grado di adesione della popolazione lombarda a uno stile di vita sano, rispetto alle indicazioni dell’
American Cancer Society (ACS).
La dieta raccomandata per la prevenzione di molte forme tumorali è quella
mediterranea, dieta che però gli abitanti della Lombardia seguono meno del resto degli italiani.
Dai dati dell’Osservatorio emerge infatti che l’indice di mediterraneità della dieta (MAI) in Lombardia è pari a 1,32 (media), a confronto con il dato del resto di Italia del 1,44 (media). Questo indica
un’adesione complessivamente deludente dei lombardi al modello alimentare mediterraneo. Il MAI è un indicatore della salubrità dell’alimentazione molto rilevante: studi internazionali hanno dimostrato che la mortalità a causa di eventi cardio e cerebrovascolari si riduce in media del 9% e la mortalità per tumori del 6% in chi aderisce maggiormente alla dieta mediterranea.
Va inoltre considerato che
in Lombardia ogni anno muoiono di tumore 30,7 persone ogni 10.000 abitanti, contro una media nazionale di 28,6.
Dall’analisi dei dati si rileva che i lombardi, rispetto alla media degli italiani,
sono più inclini al consumo di junk food – il cosiddetto cibo spazzatura – costituito da snack, merendine, bevande dolci e via dicendo, alimenti molto energetici, ma ricchi di calorie vuote che non nutrono in modo corretto. L’apporto calorico derivante da alimenti della dieta mediterranea in Lombardia è infatti solo del 53%, contro il 56% del resto degli italiani, mentre quello derivante da prodotti che non fanno parte della dieta mediterranea è del 47% contro il 44% del resto d’Italia.
In particolare, la ricerca evidenzia che biscottini e brioche apportano per i lombardi il 6,2% delle calorie contro il 4,9% nel resto d’Italia; le bevande dolci gassate non light – come cola, aranciata, etc - l’1,4% contro l’1,1%; i gelati a base di crema il 2,1% contro l’1,6%, le patatine in sacchetto lo 0,8% contro lo 0,7%.
A fronte di ciò, arance, cavoli e broccoli, legumi e pesce (alimenti noti per le loro capacità protettive nei confronti di diversi tipi di tumore) in Lombardia apportano circa il 30% in meno di calorie rispetto alla media italiana, rispettivamente: lo 0,6% delle calorie contro lo 0,9%; lo 0,3% contro lo 0,4%; lo 0,6% contro lo 0,9% e lo 0,5% contro lo 0,7%.
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di Roberta Camisasca
revisione: 20-07-2009
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