Tumori della pelle: studi in corso sul vaccino
Sanihelp.it - I tumori della pelle sono in aumento in tutto il mondo, colpiscono il 60% dei soggetti di carnagione bianca oltre i 40 anni. In Italia si registrano ogni anno 120.000 nuovi casi di carcinoma basocellulare, 45.000 carcinomi squamocellulari e 7.500 melanomi.
I carcinomi sono i più frequenti, ma i melanomi sono i più aggressivi. A oggi
l’unica arma è giocare d’anticipo ed educare a una efficace prevenzione.
Per lottare insieme contro l’aumento delle neoplasie cutanee l’Istituto Dermatologico Santa Maria e San Gallicano di Roma (ISG), in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), la Jumbo Grandi eventi e l’Accademia Dermatologica Romana (ADR) hanno organizzato
una giornata dedicata all’informazione sulla prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della pelle. Titolo dell’iniziativa è
Un tuffo nella prevenzione: no al tumore della pelle, l'obiettivo è utilizzare il trampolino dei Mondiali di nuoto 2009 per lanciare importanti messaggi ai giovani, alle famiglie e agli sportivi.
Il miglioramento delle diagnostiche non invasive, quali la dermatoscopia e la videodermatoscopia digitale, insieme alle campagne di educazione sanitaria condotte negli ultimi 20 anni, ha consentito di raggiungere
una diagnosi precoce nell’88% dei casi, rispetto al 65% dei casi che si raggiungeva negli anni 80. Il dato scientifico di rilievo è che la sopravvivenza è notevolmente maggiore rispetto al passato e la guarigione clinica si ha nella maggior parte dei casi con una semplice escissione chirurgica.
La novità in fatto di cure è oggi rappresentata da numerosi studi in corso sull’
immunoterapia. Attualmente, numerosi sono gli studi di vaccinoterapia attivi nel melanoma. Questa neoplasia rappresenta un modello particolarmente adatto in quanto è stata dimostrata la
capacità del sistema immunitario di attivarsi e di distruggere le cellule maligne del melanoma.
Il Dipartimento di Oncologia Medica IRE, in collaborazione con quello di Dermatologia Oncologica dell’Istituto San Gallicano e con l’Istituto Superiore di Sanità, ha condotto uno studio pilota sul ruolo di un
vaccino ad antigeni peptidici preceduto o meno da un trattamento chemioterapico con dacarbazina in pazienti con melanoma ad alto rischio di ricaduta, dimostrando che la dacarbazina prima di fare il vaccino, migliora la risposta immunologica mediata dai linfociti T.
In base a questi dati preliminari, si sta avviando un nuovo studio volto a confermare in due gruppi più numerosi di pazienti, l’efficacia clinica del vaccino più o meno chemioterapia in termini di prevenzione delle ricadute e aumento della sopravvivenza.
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di Roberta Camisasca
revisione: 03-08-2009
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