Sclerosi multipla: arriva l'infermiere a domicilio
Sanihelp.it - Un malato di sclerosi multipla su due, se lasciato solo, abbandona la terapia entro i primi due anni. Con conseguenze gravissime in termini di aggressività della malattia e disabilità. La soluzione? Un infermiere dedicato, che si reca direttamente a casa del paziente e interagisce continuamente con lui e la famiglia. Lo dimostrano i risultati del progetto
Betaplus, attivo dal 2001, che ha coinvolto a oggi oltre 5.500 persone su tutto il territorio nazionale.
Una figura competente a domicilio garantisce un aiuto prezioso non solo per questioni di tipo clinico (istruzioni sull’autosomministrazione della terapia) ma soprattutto un
supporto psicologico, indispensabile per affrontare una malattia cronica che colpisce in giovane età.
I dati, a otto anni dall’avvio, sono consolidati:
l’aderenza al trattamento migliora del 25% e la malattia fa meno paura. Non solo: la qualità di vita dei malati che seguono la terapia aumenta progressivamente nel tempo ed è notevolmente più elevata rispetto a chi la interrompe. È quanto emerge dallo studio multicentrico internazionale, dedicato al progetto, presentato allo scorso Congresso della Società Europea di Neurologia (ENS). E oggi questo approccio, tutto italiano, viene preso a esempio a livello internazionale.
L’intervento tempestivo, sin dal primo episodio, è essenziale per bloccare sul nascere questa patologia, che
nel nostro Paese colpisce circa 57.000 persone, con 1800 nuovi casi ogni anno. Ma è altrettanto importante l’adesione alle terapie, visto che la
sclerosi multipla è cronico-degenerativa.
Il servizio è gratuito, si richiede a un numero verde: immediatamente viene attivato l’infermiere che opera nella zona.
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di Roberta Camisasca
revisione: 19-11-2009
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