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Valeriana

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Le piante di valeriana sono piante erbacee perenni, crescono lungo i corsi d’acqua, nelle paludi e nelle zone boschive e umide dell’Europa centro-settentrionale, del nord America e dell’Asia.

INDICE
- Caratteristiche
- Scienza
- Assunzione
- Uso
- Storia
- Effetti
- Principi curativi
- Altre piante
Famiglia: Valerianaceae
Nome botanico: Valeriana officinalis
Nome comune: Valeriana comune, eliotropio selvatico
Parte usata: Rizomi, radici

Caratteristiche:
La valeriana impiegata nelle preparazioni erboristiche proviene sia da piante spontanee che coltivate: la raccolta si esegue in primavera fra marzo e aprile oppure in autunno cioè fra settembre e ottobre, dopo la fioritura, da piante di 2-3 anni. la valeriana quando si utilizza per le preparazioni è di un colore bruno, di sapore prima dolciastro e poi leggermente amaro-aromatico e di odore caratteristico molto gradito ai gatti; questo odore negli anni è stato diversamente definito.

Scienza:
Diversi studi clinici hanno mostrato che la valeriana è efficace nel trattamento dell’insonnia. In commercio esistono numerose preparazioni che usano la valeriana da sola o in associazione con passiflora e iperico, come ansiolitico, ma gli studi che dimostrano l'efficacia della valeriana anche come ansiolitico sono davvero pochi.

Assunzione:
In genere 400-900 mg in capsule da prendere 30-120 minuti prima di mettersi a letto oppure 2-3 g di valeriana secca polverizzata da lasciare in acqua bollente (150 ml) per 10-15 minuti prima di filtrare e bere.
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Uso:
La valeriana viene assunta per regolarizzare il sonno, in particolare il suo utilizzo concilia il sonno e non provoca sonnolenza al risveglio quando assunta alle dosi debite. Per quanto riguarda l’uso della valeriana anche nella cura dell’ansia, del mal di testa e della depressione sono necessari studi ulteriori.

Storia:
La valeriana è stata usata per secoli dai greci, dai romani, dai cinesi e dagli indiani americani. I greci e i romani la indicavano con il termine phu e Plinio il Vecchio la descrisse come cardo selvatico. Dioscoride, al quale si deve una descrizione botanica più accurata, le attribuiva proprietà diuretiche, analgesiche, immunologiche e antidotiche (contro qualsiasi veleno). Galeno la usava come sedativo, ma questo impiego verrà riscoperto solo 14 secoli più tardi.

Effetti:
Gli effetti collaterali correlati con l’uso di preparati a base di valeriana sono davvero rari, anche se tali preparazioni possono essere assunte in totale sicurezza per periodi non superiori alle 4-6 settimane; non esistono studi che chiariscono cosa possa accadere se i prodotti a base di valeriana vengono assunte per periodi più prolungati. A dosi eccessive la valeriana può provocare disturbi transitori quali confusione, sonnolenza, eccitabilità, insonnia, visione alterata, mal di testa, nausea, vomito, midriasi, disturbi cardiaci. È stato comunque osservato che una dose 20 volte quella terapeutica consigliata non causa effetti indesiderati di una certa gravità.
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Principi curativi:
Questa pianta può essere usata come rimedio naturale nei seguenti casi:
Malattie psichiatriche


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Piante da bere:
Tisane e decotti

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