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La febbre catarrale degli ovini

Salute e animali

Sanihelp.it – La febbre catarrale degli ovini, o Blue tongue, è una malattia infettiva, ma non contagiosa, dei ruminanti, che viene trasmessa da un vettore ematofago, Culicoides imicola, ed è causata da un RNA virus appartenente al genere Orbivirus.

Questi moscerini si riproducono e depongono uova in particolare dove c’è acqua, come nelle pozze piovane, ai margini di corsi d’acqua, nei campi irrigati. Di solito sono attivi dopo il tramonto, ma può capitare di vederli anche di giorno. Solo la femmina adulta si infetta tramite il sangue di animali portatori del virus, rimane infetta per tutto il resto della sua vita, e può trasmettere il virus ad altri animali.

La malattia riguarda tutti i ruminanti, ma colpisce in prevalenza gli ovini, con febbre molto alta, scolo nasale, difficoltà respiratoria, gonfiore della testa e della mucosa orale, nei casi più gravi la lingua bluastra e ingrossata fuoriesce dalla bocca, per questo la malattia viene anche detta lingua blu (Blue tongue).

Non c’è un trattamento specifico che possa eliminare il virus e far guarire gli animali ammalati, solo una terapia sintomatica, volta cioè al controllo dei sintomi. Si può però prevenire tramite la vaccinazione che ha lo scopo non solo di proteggere gli animali dall’infezione, ma anche di ridurre il periodo viremico, cioè la fase di presenza del virus nel sangue, riducendo così la circolazione virale.

La malattia è presente in Italia, dove è comparsa per la prima volta nell’Agosto del 2000, con la notifica della presenza del sierotipo 2 del virus in Sardegna. La Blue tongue ha notevoli ricadute socioeconomiche a causa dell’impatto diretto sul patrimonio zootecnico (casi clinici e mortalità negli ovini, cali di produzione nei bovini) e del danno commerciale legato alle restrizioni dei movimenti di animali. 
La febbre catarrale non è una zoonosi e quindi non riguarda l’uomo.

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