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L’infezione da herpes virus nel gatto

Salute e animali

Sanihelp.it – Diciamo subito che, pur essendo gli herpes virus molto diffusi, questo virus responsabile dell’infezione nei gatti è specifico per i gatti, e non si può quindi trasmettere agli umani. Nel gatto, l’herpesvirus felino (felid herpesvirus 1, FHV-1) è responsabile di malattie ad andamento acuto e cronico, che possono interessare l’apparato respiratorio, gli occhi e, meno frequentemente, la cute. 
FHV-1 è responsabile di malattie respiratorie e oculari come riniti acute e croniche, cheratocongiuntiviti ulcerative, cheratocongiuntiviti eosinofiliche e uveiti anteriori. Lo stesso virus può causare stomatiti e dermatiti facciali e nasali ulcerative
L’Infezione da Herpesvirus felino – FHV1 è indubbiamente uno dei più frequenti problemi oculistici nel gatto. Il virus causa congiuntiviti e/o ulcere corneali. Spesso c’è o c’è stato un interessamento delle vie respiratorie superiori (rinotracheite infettiva). 
La malattia respiratoria ha un periodo d’incubazione di 2-6 giorni. I segni clinici iniziali della malattia includono depressione, starnuti, inappetenza e febbre, seguiti da secrezioni sierose nasali e oculari. Questi possono accompagnarsi a salivazione eccessiva, correlata alla stomatite e a scolo oculo-nasale inizialmente sieroso, che può diventare purulento per la presenza di infezioni batteriche secondarie; si può osservare una linfoadenopatia regionale, cioè un ingrossamento dei linfonodi. I problemi oculari sono correlati anche all’età del gatto, in quanto si può manifestare una congiuntivite neonatale nei gattini appena nati che non hanno ancora aperto gli occhi, congiuntiviti e erosioni e/o ulcere corneali in gatti giovani e congiuntiviti in gatti più adulti.
Come quasi sempre, nel caso dei virus, non esiste una terapia specifica, pertanto si possono soltanto tenere sotto controllo i sintomi. Si possono usare quindi colliri, antibiotici per evitare infezioni secondarie e eventualmente fluido terapia per sostenere il gatto nel caso non si alimenti. 
La soluzione per evitare che tutto questo accada però c’è: il vaccino annuale, che ha drasticamente ridotto l’incidenza di questa malattia nei gatti di famiglia, mentre è ancora piuttosto frequente nei gatti randagi o di colonia che non ricevono la copertura vaccinale.

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