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Malattie cardiache: la cardiomiopatia dilatativa

Salute e animali

Sanihelp.it – La cardiomiopatia dilatativa (DCM) è una patologia cardiovascolare abbastanza frequente in cani di taglia grande e gigante. È caratterizzata da una progressiva diminuzione della funzione contrattile e da conseguente assottigliamento delle pareti del cuore, che non hanno più la forza necessaria per pompare il sangue nelle arterie. 
Può colpire a tutte le età, ma è più frequente tra i 5 e i 10 anni.
La malattia, che è simile a quella che si riscontra negli umani, è a carattere genetico, e si manifesta soprattutto nei Dobermann, negli Alani, nei Boxer e in altri cani di grossa taglia, meticci compresi.
La malattia progredisce secondo tre stadi: la forma latente, nella quale l’animale è asintomatico, la forma occulta, in cui il paziente è asintomatico, ma all’elettrocardiogramma si rilevano delle anomalie, e la forma manifesta, in cui compaiono i sintomi.

Oltre alla predisposizione genetica, vi possono essere altre cause, come per esempio stati carenziali nutrizionali (taurina nel gatto), endocrinopatie, come diabete mellito o ipotiroidismo, insufficienza cardiaca o stati tossinfettivi.
Per la diagnosi l’esame di elezione è l’ecocardiogramma, che però può non essere sufficiente per una diagnosi definitiva per cui, soprattutto se si hanno Dobermann o cani molto grandi, è opportuno stabilire un programma di screening con un veterinario specializzato in cardiologia.
In particolare nel Dobermann si riscontra la presenza di aritmie ventricolari e quindi può essere consigliabile eseguire un esame holter oltre all’ecocardio.
La terapia prevede la somministrazione di diuretici, ACE-inibitori (farmaci antipertensivi), inodilatatori come pimobendan, e altri farmaci come i betabloccanti, amiodarone e digossina.
Per evitare le aritmie, trova indicazione un antiaritmico come la lidocaina.

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