HomeAnimaliLeucemia felina? Per fortuna c'è il vaccino

Leucemia felina? Per fortuna c’è il vaccino

Salute e animali

Sanihelp.it – Il gatto, una volta contagiato, rimane infetto per tutta la vita.
Si tratta di una malattia infettiva causata da un retrovirus, Feline Leukemia Virus, FeLV (Virus della Leucemia Felina).
Il Virus della Leucemia Felina è molto diffuso tra i gatti, ma non si trasmette all’uomo o ad altri animali che non siano felini. I più colpiti sono i gatti più giovani, soprattutto se randagi o appartenenti alle colonie feline, ma la malattia può colpire anche quelli che vivono in casa, ma passano molto tempo all’aperto in compagnia di altri gatti.
Il gatto affetto da Felv è una importante sorgente di infezione, in quanto il virus è presente nella saliva, nelle urine e nelle feci, nelle secrezioni respiratorie e nel latte.
Perché avvenga il contagio il contatto deve essere molto stretto, come per esempio un morso (si pensi alle frequenti litigate tra gatti).
La leucemia felina porta a una situazione di immunodepressione che fa sì che il gatto sia soggetto a contrarre altri tipi di infezione, aumentando così la mortalità.
sintomi sono aspecifici, comuni ad altre patologie, i più frequenti sono febbre, anoressia, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà di respirazione, dimagrimento, anemia.
L’immunodepressione si manifesta con infezioni a carico di diversi organi o apparati.
Il gatto positivo alla Felv, tuttavia, rimane asintomatico per diverso tempo, mesi o a volte addirittura anni.
La diagnosi può essere fatta dal veterinario grazie a test sierologici.
A oggi non esistono cure specifiche, ma terapie che possono contribuire ad aumentare l’aspettativa di vita del gatto, che dipende anche dall’età, dalle condizioni di salute e dallo stadio della malattia al momento della diagnosi. La guarigione comunque non è possibile.
Di solito vengono prescritti antibiotici per curare e tenere sotto controllo infezioni batteriche secondarie e talvolta viene valutata
la somministrazione di interferone, una molecola proteica con attività antivirale.
La prevenzione è possibile con l’apposito vaccino, grazie al quale i casi di Felv sono molto diminuiti negli ultimi anni.


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