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Allergia alle pulci: che fare?

Salute e animali

Sanihelp.it – Come fare a riconoscere questi piccolissimi parassiti? È più facile, in realtà, notare gli escrementi che rilasciano sull’animale. Passando un pettinino a denti molto fitti, si notano queste minuscole briciole marroni che, se poste su un pezzo di carta o un panno bianco e inumidite con poche gocce d’acqua, diventano rosse perché contengono il sangue che è state succhiato dall’animale.


Di solito i cani e i gatti non subiscono gravi disagi dalla presenza di questi parassiti, a meno che non si sviluppi una reazione allergica nei confronti di sostanze contenute nella saliva, così che il morso anche di una sola pulce può scatenare un forte prurito. L’animale inizia a grattarsi e leccarsi furiosamente, causando delle lesioni cutanee localizzate principalmente sul dorso, alla base della coda, sulla parte posteriore delle cosce e a livello dell’inguine, dove si possono osservare perdita di pelo, erosioni e croste. Frequentemente si può andare incontro a complicanze secondarie, di tipo batterico o micotico.

La diagnosi si basa essenzialmente sul quadro clinico. La presenza delle pulci o di loro escrementi conferma la diagnosi, ma l’assenza non esclude che si tratti di questa dermatite allergica. 

La prima cosa da fare è eliminare le pulci sia dall’animale sia dall’ambiente con appositi prodotti che si trovano in commercio, a base di fipronil, imidacloprid, moxidectina, nitenpyram, selamectina o permetrine (queste ultime da non usare nel gatto).

Se l’animale si gratta molto, per aiutarlo il veterinario potrà prescrivere un farmaco a base di cortisone, come prednisolone o metilprednisolone, o altri farmaci a base di oclacitinib.

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