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La tigna nel cane: come avviene il contagio?

Sanihelp.it – I responsabili della tigna canina (dermatofitosi) sono dei dermatofiti chiamati Microsporum canis, funghi zoofili responsabili nella maggior parte dei casi delle dermatofitosi nel gatto e nel cane. In quest’ultimo colpiscono pelle, pelo e unghie, i segni più comuni della tigna nel cane includono infatti lesioni circolari sulla pelle, perdita di pelo a chiazze, arrossamento, croste e, talvolta, prurito. Le zone più colpite sono la testa, le zampe e il dorso. Per una diagnosi certa, il veterinario esegue di solito dei test specifici, come la lampada di Wood, l’esame microscopico del pelo oppure una coltura fungina.


Ci sono diversi modi in cui i cani possono contrarre la tigna. Se il maggiore responsabile è Microsporum canis, anche Microsporum gypseum e Trichophyton mentagrophytes possono fare la loro parte. L’incidenza di queste specie può variare in base alla posizione geografica.

La tigna, che è una zoonosi in quanto può contagiare anche l’uomo, si trasmette principalmente per contatto diretto con un cane infetto o con superfici contaminate dalle spore del fungo, le quali possono rimanere nell’ambiente per mesi e diffondersi attraverso letti, tappeti, spazzole, collari e tramite il contatto con il terreno. Anche altri animali domestici, come i gatti e i conigli, possono fungere da portatori della malattia e trasmetterla al cane. Nelle persone si manifesta con macchie rosse rotonde, spesso pruriginose. È importante lavarsi le mani dopo aver toccato il cane e disinfettare gli ambienti per prevenire il contagio.

L’infezione da tigna è curabile, ma la durata del trattamento dipende dalle condizioni del sistema immunitario del cane: se è debole, la terapia durerà più a lungo. Per la cura si useranno shampoo, lozioni o creme antimicotiche spesso associati a bagni ma, per i casi più gravi, il veterinario prescriverà anche farmaci antifungini orali come itraconazolo, griseofulvina, fluconazolo, terbinafina o ketoconazolo.

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