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La bellezza è anche una questione di felicità

Bellezza&Benessere

Sanihelp.it – Vi siete mai chieste perché compriamo un cosmetico, mettiamo un rossetto, spruzziamo un profumo? Perché ci serve un prodotto per quello che fa ma anche perché ci regala una sensazione positiva. In poche parole, ci fa stare bene, ci regala un attimo di felicità. Quella felicità che si celebra il 20 marzo nella Giornata della Felicità.


I formulatori lo sanno e lavorano per fare in modo che il cosmetico sia non solo efficace e sicuro ma, interagendo con la psiche e l’umore, risulti anche gratificante. I sensi sono coinvolti subito, già al momento dell’acquisto sollecitando la vista attraverso forme e colori delle confezioni, l’olfatto con le profumazioni, il tatto con le texture amplificando al massimo le sensazioni positive che il cosmetico può offrire.

Il caso più semplice naturalmente è quello del profumo. L’olfatto aiuta a mettere a fuoco luoghi e a fissare ricordi più di quanto possa fare la vista perché odori e profumi identificano un momento in modo molto netto e sono in grado di richiamare alla mente emozioni, esperienze, sensazioni. Amare o meno un profumo è quindi il frutto di un’esperienza personale, anche se esistono predisposizioni innate frutto di un’eredità olfattiva genetica.

E’ la ragione per cui la cosmetica si affida a essenze e fragranze particolari per stimolare la vitalità o al contrario indurre il relax. Ma attenzione che non è solo il naso a percepire i profumi: recenti studi condotti da ricercatori tedeschi hanno dimostrato che la pelle presenta su tutta la superficie recettori olfattivi che, opportunamente stimolati con particolari fragranze, possono attivare la rigenerazione cutanea. Si tratta di una prospettiva nuova, ancora tutta da percorrere, che permetterà di utilizzare a pieno il grande potenziale terapeutico degli oli essenziali mettendo a punto formule in grado di agire in maniera diretta e oggettiva sulla salute e la giovinezza della cute.

La pelle, il sistema nervoso centrale e quello endocrino nascono dallo stesso foglietto embrionale: si tratta quindi di sistemi interconnessi che dialogano continuamente tra loro. I recettori presenti sulla pelle reagiscono a stimoli esterni meccanici, chimici e termici, come cambiamenti di temperatura o variazioni di pH, trasformandoli in stimoli elettrici che arrivano fino al cervello provocando l’insorgere di risposte percepite sotto forma di prurito, dolore, sensazione di freddo o di calore.

I neurocosmetici sono formule in grado, attraverso particolari sostanze, di agire sui neurotrasmettitori presenti sulla cute per trasmettere segnali al cervello e al sistema nervoso centrale. Si tratta quindi di prodotti che, applicati localmente, stimolano o al contrario inibiscono determinati neurorecettori al fine di migliorare le condizioni di salute e di benessere della pelle. O semplicemente di farci percepire una sensazione, come succede con gli estratti di menta, in grado di »ingannare» i neurotrasmettitori facendoci sentire fresco anche in assenza di un reale abbassamento di temperatura.

Alla base del nostro star bene c’è una molecola, un neurotrasmettitore: è la serotonina, meglio nota come l’ormone del buonumore, sorvegliata speciale sia dalla psico che dalla neurocosmesi. La serotonina viene prodotta stando al sole, facendo attività fisica ma anche mettendosi un rossetto, annusando un profumo, massaggiando una crema.

E’ stato verificato che il 5-idrossitriptofano, un precursore della serotonina contenuto in estratti vegetali come quello della griffonia, è in grado di stimolare i recettori della serotonina presenti a livello cutaneo. Una formula che lo contenga diventa così un neurocosmetico, prezioso per generare benefici alla pelle e all’intero organismo. Si comportano in maniera analoga i fito-cannabinoidi inseriti nelle formule cosmetiche capaci di stimolare particolari recettori cutanei deputati alla produzione di endocannabinoidi, molecole prodotte dall’organismo che vantano un’attività protettiva e antinfiammatoria a livello cutaneo, oltre a regolare il ciclo di vita del capello.

I cosmetici possono dare felicità anche perché sono in grado di allentare lo stress. Già il semplice prendersi cura di sé attraverso l’applicazione di un cosmetico o del make up così come l’impiego di particolari oli essenziali di arancia, mandarino, ylang ylang, incenso, camomilla e legno di rosa permette, attraverso l’esperienza sensoriale che ne deriva, di ridurre la produzione di cortisolo: lo stress si allenta e si incrementa il benessere come dimostrato da un rallentamento del battito, una diminuzione della pressione ma anche da un rafforzamento della barriera protettiva cutanea. Gli studi della neurocosmesi hanno permesso poi di individuare alcune microalghe che godono della proprietà di inibire la produzione di cortisolo e di adrenalina riducendo il danno del DNA nei cheratinociti e mettendo un freno all’invecchiamento.

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