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La dieta del restart ormonale

Sanihelp.it – Emanuele De Nobili, esperto in medicina preventiva, rigenerativa e anti-aging e specialista in dietetica e nutrizione, nel libro La dieta del restart ormonale,  edito da Sperling & Kupfer e realizzato con la giornalista scientifica Margherita Enrico spiega in che modo agisce la sua dieta  sugli ormoni, interruttori di benessere, abbinando ad una prima fase detox di soli tre giorni una dieta di mantenimento che vede protagonisti alcuni Super Food acceleratori del dimagrimento.

«Alcuni alimenti sono potenti alleati del nostro benessere ormonale e agiscono dall’interno per restituire vitalità ed energia all’organismo, favorendo la perdita di peso ed il dimagrimento nei punti giusti, girovita in primis», spiega il Dottor Emanuele De Nobili.

«Qualche esempio? I carciofi, ricchi di vitamina A, E e K, che sostengono le funzioni di pancreas e bile, ed i cetrioli, particolarmente ricchi di vitamine dei gruppi A, B e C, concentrate soprattutto nella buccia, che non andrebbe mai scartata».

«Sin dai primi giorni la dieta del restart ormonale regala una grande sensazione di leggerezza e di ritrovata energia, che compensano in gran parte la sensazione di debolezza data dalla restrizione calorica – spiega la Co-Autrice Margherita Enrico che ha sperimentato di persona la dieta e che aggiunge-  E non mancano ricette deliziose, come il Chia Pudding o le crepe vegane, che appagano il palato senza rallentare il dimagrimento».

Più nello specifico la prima fase (giorni 1-3) del metodo è quella di detossificazione, nella quale il corpo si libera dall’eccesso di sodio e di acqua grazie ad un menù a base di frutta e verdure cotte e crude e tanti liquidi.

In questi primi tre giorni, gli alimenti ormonali funzionano da subito come co-fattori nel riequilibrio del sistema endocrino grazie alla loro composizione minerale – basti pensare all’importanza di kiwi, anguria, cetrioli, carciofi, verdure a foglia. Il calo di peso nella fase iniziale è molto soggettivo: durante la prima settimana avviene un vero e proprio riequilibrio idrico e si possono perdere fino a tre chili, di cui un chilo di grasso e i rimanenti di acqua.

La seconda fase (giorni 4-7) reintroduce alcuni alimenti – come i carboidrati derivati da cereali senza glutine (riso, quinoa, grano saraceno) e i legumi , mentre la terza (giorni 8-14) prevede la reintegrazione delle proteine di origine sia vegetale (legumi) sia animale (solo pesce).

La quarta fase (giorni 15-21) è a base prevalentemente proteica (pranzo, cena e a volte anche a colazione).

La quinta fase (giorni 22-28) ristabilisce l’equilibrio ormonale grazie alla qualità degli alimenti utilizzati e alla sequenza con cui sono stati reintrodotti. Il piano alimentare di questa ultima settimana costituisce il modello per proseguire in modo autonomo dopo il ventottesimo giorno. Quali sono i superfood che completano la dieta?

Fragole, lamponi, mirtilli, quinoa, avocado, olive, spinaci e bietole sono preziosi alleati per tenere sotto controllo l’insulina, l’ormone deputato al controllo dello zucchero nel sangue, mentre occorre evitare il miele, lo zucchero e il succo d’acero, oltre a qualsiasi alimento ricco di zuccheri in modo da stemperare la sensazione di fame provocata da questo ormone.

E per riequilibrare la leptina, l’ormone che regola l’appetito, meglio evitare gli alcolici e non mangiare peperoni, melanzane, pomodori e patate.

Prediligere, invece, i carciofi, le carote, i broccoli, la zucca e i piselli.

E ancora: per ridurre i livelli di cortisolo meglio stare lontani da caffè e bevande gassate, optando per le verdure a foglia, i legumi e l’acqua con zenzero e limone.

ìInfine, ormoni tiroidei in equilibrio senza le farine, il pane e i cereali con glutine e l’alcol e con un menù invece ricco di verdure, pesce, carni bianche e spezie.

Ultimo, ma non per importanza, l’ormone GH, la cui carenza è in grado di determinare l’accumulo adiposo nei tessuti e la perdita di massa muscolare.

Per mantenerlo nella norma meglio non assumere prodotti industriali e prediligere pesce, carne, e verdure.

Evitare poi le sostanze chimiche come ad esempio i conservanti, in grado di impigrire il metabolismo e di far abbassare i livelli di testosterone.

Il metodo del restart ormonale si compone di cinque fasi ed è il risultato di decenni di esperienze cliniche con migliaia di pazienti che ne hanno sperimentato i benefici.

I pilastri del metodo sono:

 consumare cibi naturali, vegetali e preferibilmente biologici

privilegiare le proteine di pesce azzurro, uova e proteine vegetali e ridurre al minimo il consumo di carne

evitare i latticini e i cereali con glutine

evitare le farine, soprattutto se raffinate (farine »00»)

limitare i cibi con sale, zuccheri semplici e grassi aggiunti

mantenersi ben idratati, eliminando però sia alcolici che caffè

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