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Ecco perchè non si aggiunge il sale

Sanihelp.it – Aggiungere sale extra sulle tavole è nocivo per la salute perchè accorcia l’aspettativa di vita: a dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista European Heart Journal e condotto presso la Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans.

Gli autori dello studio hanno analizzato i dati provenienti da 500.000 persone di età compresa fra i 40 e i 69 anni,  che hanno aderito allo studio UK Bio Bank: sono state seguite per nove anni e hanno accettato di comompilare un questionario relativo alla loro abitudine o meno di aggiungere sale extra su piatti già pronti e con quale frequenza lo facevano .

Gli studiosi hanno così scoperto che rispetto alle persone che non aggiungevano mai sale extra alle portate in tavola o lo facevano solo raramente, l’abitudine a salare ulteriormente i piatti aumenta del del 28% il rischio di morire prematuramente.

A 50 anni, l’aspettativa di vita per i partecipanti con questa abitudine è risultata di 2,3 inferiore per gli uomini e di 1,5 anni inferiore per le donne. gli uomini e le donne che aggiungevano sempre sale avevano un’aspettativa di vita inferiore rispettivamente di 2,3 e 1,5 anni.

Anche tenendo conto dei fattori di rischio che possono influenzare la probabilità di morte prematura come come l’età, l’indice di massa corporea, il sesso, l’etnia, l’assunzione di fumo e alcol, l’attività fisica, la dieta e le condizioni mediche come diabete, cancro e malattie cardiache, la relazione fra aggiunta di sale extra e morte prematura permaneva.

Secondo gli autori dello studio redarguire la popolazione generale sull’inutilità di salare ulteriormente pasti già pronti è un piccolo accorgimento, alla portata di tutti, ma efficace per migliorare lo stato di salute generale. 

I risultati di questo studio non sono definitivi, ma vanno confermati con ricerche ulteriori.

In Italia nel periodo 2018-2019 è stato riscontrato, attraverso la raccolta delle urine delle 24 ore in campioni di popolazione di età 35-74 anni residenti in 10 Regioni, un consumo medio giornaliero di sale pari a 9,5 grammi negli uomini e 7,2 grammi nelle donne, risultando inferiore a 5 grammi al dì soltanto nel 9% degli uomini e nel 23% delle donne.

Tali valori risultano in miglioramento rispetto a quelli riscontrati nel periodo 2008-2012 (10,8 g negli uomini e 8,3 g nelle donne, con un consumo inferiore a 5 grammi al dì nel 4% degli uomini e nel 15% delle donne), sebbene restino ancora ben al di sopra di quello raccomandato dall’OMS.

È, quindi, fondamentale proseguire l’impegno da parte delle aziende alimentari, delle Istituzioni e dei cittadini per la riduzione dell’introito di sodio attraverso la riformulazione dei prodotti alimentari e il minor ricorso all’utilizzo del sale in cucina e a tavola.

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