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Segui la Dieta Mediterranea? Scoprilo con il test

Sanihelp.it – La Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice elenco di alimenti, poiché promuove l'interazione sociale: il pasto in comune, infatti,  è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende.


La Dieta si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo, ed è per questo che è stata dichiarata dall’UNESCO nel 2010, patrimonio immateriale dell’umanità.

Mangiare secondo la Dieta Mediterranea significa consumare verdure e frutta di stagione, in maniera bilanciata si mangiano cereali, legumi, erbe aromatiche e olio extravergine di oliva. Studi scientifici hanno evidenziato che chi segue uno stile di vita Mediterraneo ha un rischio molto ridotto di sviluppare malattie cardiometaboliche, come obesità, insulino-resistenza e ipertensione arteriosa.

Quanto ogni persona aderisce allo stile Mediterraneo?

In uno studio appena pubblicato sulla rivista Nutrients, il team di ricerca del prof. Antonio Moschetta, ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli studi di Bari, nell’ambito degli studi finanziati dal Progetto PNRR On-foods, ha elaborato un nuovo score di rischio per analizzare non solo la tipologia e le quantità di cibi assunti, ma anche le abitudini relative allo stile di vita, come il momento della giornata durante il quale cui vengono consumati i pasti principali, l’attività fisica, l’assunzione di alcolici.  

Lo studio è stato condotto per circa 3 anni fra i pazienti della Clinica Medica Universitaria «C. Frugoni» del Policlinico di Bari basandosi su più di 350 persone età media di 50 anni.

Nell’ambito del progetto è stato realizzato anche un questionario online, accessibile dal sito Puglia Salute, gratuito e anonimo, che in pochi minuti elabora una carta d’identità alimentare con consigli mirati per migliorare la propria forma fisica e il proprio profilo di rischio.

Dalla compilazione del questionario si ottiene un punteggio compreso fra meno di 13 a 25 punti: più è basso il punteggio, minore è l’aderenza alla dieta mediterranea e di conseguenza maggiore è il rischio di adiposità addominale, un importante fattore di rischio cardiovascolare.

«Abbiamo previsto punteggi diversi in base alle quantità in cui assumiamo frutta, verdura, carne, pesce, pasta, burro, cereali, carboidrati, alcolici ma anche delle domande relative al momento della giornata in cui li consumiamo e alla frequenza con cui facciamo esercizio fisico. Non possiamo pensare che lo stesso pasto abbia gli stessi effetti su due persone che hanno un consumo energetico diverso o che una stessa quantità di pasta venga metabolizzata e ‘immagazzinata’ allo stesso modo in due momenti diversi della giornata. Infatti, le cattive abitudini a tavola si ripercuotono sull’accumulo di tessuto adiposo viscerale e proprio questo grasso è responsabile di inviare messaggi ormonali a tutto l’organismo e di causare quelle alterazioni responsabili di malattie cardiovascolari. Dunque, conoscere i rischi a cui si va incontro è fondamentale per la propria salute, non solo per ammalarsi meno ma per far funzionare meglio le terapie, per esempio in caso di diabete e ipercolesterolemia. Grazie a questo score sarà sia più facile individuare i pazienti a rischio di obesità ma anche migliorare le abitudini alimentari di chi è già in sovrappeso» ha spiegato  il prof. Moschetta.

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