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Progetto FOOD>AUT

Sanihelp.it – FOOD>AUT è un  progetto di ricerca scientifica condotto in collaborazione con il Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Università degli Studi di Pavia – diretto dalla Professoressa Hellas Cena, Fondazione Sacra Famiglia Onlus e promosso e sostenuto dalla Pellegrini Spa con l’Accademia Pellegrini, centro di Ricerca, Sviluppo e Formazione del Gruppo, insieme al suo Ufficio Dietetico e alla Divisione Ristorazione.


Il progetto si è posto l’obiettivo di migliorare lo stato di salute delle persone con sindrome dello spettro autistico (ASD) attraverso menù per la ristorazione collettiva e indicazioni nutrizionali rivolte a caregiver e genitori.

Per arrivare a stilare tali direttive è stato condotto uno studio nel periodo compreso fra  marzo 2022 e marzo 2023, che ha coinvolto 22 persone di età compresa frai 19 e i 48 anni, sia maschi sia femmine,  con una diagnosi di  Disturbi dello spettro autistico (Dsa) presenti nel Centro diurno per persone disabili della sede di Cesano Boscone (Milano) della Fondazione Sacra Famiglia Onlus. Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che i soggetti con ASD preferiscono cibi con le seguenti caratteristiche: formati di pasta corta, colori poco intensi e non accesi, tonalità cromatiche simili e non contrastanti, consistenze morbide o semiliquide, odori tenui e gusti delicati.

Di fondamentale importanza risultano anche gli spazi adibiti al consumo dei pasti che possono condizionare il comportamento in base a fattori come l’acustica, l’arredamento e l’illuminazione.

FOOD>AUT vuole costituire un’occasione in più per tenere viva l’attenzione e sensibilizzare sul tema dell’ASD attraverso iniziative che riescano a creare forti sinergie fra pubblico e privato.

«Food-Aut è un progetto estremamente ambizioso che vuole andare a valutare con metodo scientifico le scelte alimentari delle persone con ASD, – ha dichiarato Hellas Cena, direttrice del laboratorio di Dietetica e nutrizione clinica dell’Università di Pavia. – Il Laboratorio ha elaborato dei menù specificamente pensati per queste persone, sia da un punto di vista nutrizionale, sia sensoriali».

«C’è un’alta percentuale di persone autistiche che ha questa selettività alimentare: che mangiano un solo cibo per tantissimo tempo, cucinato in un’unica maniera. Questo diventa un problema, per tante ragioni: perché impatta sulla quotidianità della famiglia, perché condiziona la vita sociale e di gruppo della persona e della famiglia, perché una dieta non corretta porta a maggiori probabilità di incorrere in malattie. Sono tutte fragilità che si sommano a una situazione di fragilità» ha tenuto a precisare Monica Conti, direttrice dei Servizi Innovativi per l’Autismo di Sacra Famiglia. «Per la nostra organizzazione – che ogni anno segue più di 350 persone con autismo – questo studio rappresenta un’occasione preziosa per concentrarci con efficacia ancora maggiore sulle loro abitudini alimentari che incidono significativamente sul benessere psico-fisico. Attraverso un approccio graduale e attento della specifica sensibilità sensoriale delle persone con autismo, è possibile fare passi avanti verso un’alimentazione più varia, equilibrata, sane e sempre connessa alla socialità. I risultati spingono a insistere in questa direzione e a coinvolgere in studi analoghi anche bambini e adolescenti».

FonteUnipv

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