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Debiti, la generazione Z non così sprovveduta

Economia finanziaria

Sanihelp.it Che si dica carpe diem piuttosto che si vive una volta sol poco importa. Il concetto è uno solo e va sotto l’acronimo di YOLO (You Only Live Once), la nuova filosofia, mentale ed economica, sempre più diffusa soprattutto tra la Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2003) e i Millennial (nati tra il 1981 e il 1996), due diverse fasce d’età che, entrambe colpite dalle difficoltà finanziarie e dalla fatica psicologica causate dalla pandemia da Covid-19, hanno deciso negli ultimi due anni di lasciare il cosiddetto posto fisso, per dare una svolta alla propria vita personale e lavorativa.

L’esperto del credito KRUK, preoccupato dall’aumento significativo di clienti con posizioni debitorie in queste due fasce generazionali ha realizzato un sondaggio per capire, se questa nuova tendenza, che arriva dai Paesi anglofoni, sia davvero così diffusa tra i giovani italiani e quali sono le motivazioni che spingono le persone a compiere un salto nel vuoto anche se sprovviste di paracadute.

Dal 2019 ad oggi, secondo i dati KRUK, si è verificato un incremento di 24 volte dei 19-25enni e di 12 volte dei 26-41enni che hanno in essere un credito deteriorato. Queste sono le fasce più colpite di un aumento che ha coinvolto tutte le generazioni di clienti gestiti da KRUK e nonostante vi siano stati degli incrementi causati dall’acquisizione di nuovi portafogli, i dati hanno destato un preoccupante campanello di allarme sulla possibile situazione economica generata dalla tendenza YOLO. Nonostante vi siano stati degli incrementi causati dall’acquisizione di nuovi portafogli, i dati KRUK hanno destato preoccupazione in particolare sulle fasce di clienti giovani e giovanissimi, qui di seguito la crescita per generazione nel 2021 rispetto al 2019 (epoca pre pandemia).

I giovani italiani hanno davvero il coraggio di abbandonare il proprio lavoro se fonte di stress e se non rispecchia il work-life balance, a discapito anche di una stabilità finanziaria? Secondo il sondaggio condotto da KRUK, il 50% dei 19-25enni ha un approccio al lavoro molto distaccato, tanto che dichiara che non vale la pena preoccuparsi per questo e concentrare invece le energie su altri aspetti della vita sicuramente più importanti, come famiglia, salute o amici.

Questo al contrario della generazione precedente dei millennial (26-41enni) che invece considera il lavoro, parte prioritaria della propria vita, ovvero la maggiore fonte di stress in assoluto, tanto da arrivare a sera con un gran mal di stomaco (44%). Nonostante però l’atteggiamento disincantato dei più giovani nei confronti della vita lavorativa il sondaggio rivela che questi ultimi non sarebbero mai disposti a lasciare un lavoro sicuro senza un piano preciso per il proprio futuro, in modo da non compromettere la propria situazione finanziaria. Ecco, quindi, che i giovani italiani, a discapito di quanto si possa pensare, sono disposti a investire il proprio denaro per realizzare i progetti di vita e lavoro, ma senza mettere a rischio le finanze.

D’altronde, come dichiarano più della metà dei rispondenti di ciascuna categoria di intervistati, tra i 19 e i 76 anni, le proprie certezze sono venute meno con l’arrivo del Covid-19. L’incertezza del futuro e di cosa potrà ancora succedere, riguarda tutti, tanto che l’unica cosa che conta per essere davvero felici è avere tempo per famiglia, amici e sviluppare le proprie passioni. L’importanza di coltivare gli affetti e di concedersi momenti di relax è trasversale a tutte le generazioni e cresce con l’aumentare dell’età: Gen Z (39%), Millennial (60%), fino ad arrivare addirittura al 92% per la generazione X (nati tra il 1965 e il 1980).

«Abbiamo svolto questa indagine sul trend dello YOLO perché, sia per cultura sia per l’attuale situazione geopolitica ed economica, notiamo come in particolare i giovanissimi abbiano più che mai bisogno di avere una solida cultura finanziaria per poter affrontare un futuro che presenta sempre maggiori incertezze, non solo rispetto alla previdenza futura e ai rapidi cambiamenti del mercato del lavoro, ma anche in ragione di agenti esterni imprevedibili come lo sono già state la pandemia e l’attuale conflitto», spiega Alicia Olmedilla di KRUK Italia.

«In questo contesto, in cui queste generazioni tendono a volte ad avere meno la percezione fisica dei soldi, rispetto alle precedenti, grazie alla diffusione sempre maggiore dei pagamenti digitali e rateizzati è importante imparare fin da giovani a gestire il denaro. L’educazione finanziaria deve partire prima di tutto dalla famiglia» continua l’eserta.

I suoi consigli? «Le nuove generazioni devono apprendere la responsabilità finanziaria verso loro stessi. La famiglia può fare davvero la differenza negli ultimi anni in cui un figlio è ancora nel nido familiare». Come? Facendo partecipare il figlio alle spese (bollette), o semplicemente facendo in modo che paghi le sue spese autonomamente (auto, animale domestico, spese superflue).

«Fondamentale poi insegnare come si pianifica la suddivisione delle spese della casa, il funzionamento della carta di credito, fare la spesa alimentare insieme prestando attenzione a date di scadenza dei prodotti, ma anche iniziare ad introdurre i figli verso strumenti finanziari di risparmio e investimento che possano contribuire a dare più sicurezza economica al suo futuro» conclude l’esperta.

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FonteKruk

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