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Più facile rispettare le cure se il medico è empatico

Sanihelp.it – Coinvolgere tutti gli attori del settore, dai medici di medicina generale, agli specialisti, agli infermieri, ai farmacisti, ai caregiver, fino allo stesso malato, nel processo che dovrebbe portare all’impostazione di una relazione terapeutica fatta di dialogo e continuità assistenziale. Con questo obiettivo nasce il Manifesto per l’aderenza alla terapia farmacologica sul territorio italiano, che ha visto il contributo attivo di alcuni protagonisti del sistema sanitario attraverso l’adozione di politiche, modelli e comportamenti virtuosi.

È fondamentale motivare i pazienti, coinvolgendoli attivamente nel processo terapeutico e nel monitoraggio degli effetti positivi e negativi del trattamento, trasmettendo loro un concetto molto importante: l’aderenza alla terapia. In modo da facilitare al massimo la sostenibilità delle scelte cliniche, l’ottimizzazione delle risorse economiche e favorire i trattamenti innovativi.

È bene ricordare come le conseguenze della scarsa aderenza siano oltre che cliniche e psicosociali, con un impatto negativo sulla qualità di vita dei malati, anche economiche, in quanto generano uno spreco di risorse del SSN. Il malato non ottiene i benefici attesi in termini di salute, mentre il sistema, spesso, ha già acquistato farmaci che non saranno assunti.

I malati maggiormente a rischio sono i bambini in trattamento cronico, dato che oltre il 55% non segue il piano terapeutico prescritto, gli anziani (il 58,8% delle prescrizioni di farmaci viene effettuato per la popolazione over 65 anni) che spesso hanno problemi di politerapia e di deficit cognitivo e gli stranieri.

La percentuale di aderenza ai vari regimi terapeutici nei bambini con malattie croniche è simile a quella degli adulti con malattie croniche, in media intorno al 50%, con riduzione progressiva nel tempo. Raggiungere l'obiettivo di un'aderenza completa richiede non solo e non tanto la cooperazione del bambino ma la collaborazione attiva, continua, paziente e motivante dei genitori e del pediatra di famiglia, oltre che del pediatra specialista. 

È qui che diventa fondamentale il ruolo del medico curante, le cui caratteristiche possono influire positivamente su un processo di comunicazione efficace con il malato: è, tuttavia, necessario che sia motivato, che ne abbia le capacità e sia in possesso di tutte le informazioni utili per fare rispettare al malato le corrette indicazioni terapeutiche.

Numerosi studi hanno documentato come l’aderenza al trattamento farmacologico migliori nei 5 giorni precedenti e successivi la visita medica, rispetto a quella misurata nei 30 giorni successivi e come si correli con uno stile positivo ed empatico nella relazione medico-paziente.

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