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Gravidanza: riconoscere ansia e depressione

Salute in gravidanza

Sanihelp.it – Provare sentimenti contrastanti durante l’attesa di un figlio è normale, ma quando le alterazioni dell’umore diventano eccessive potrebbe trattarsi di ansia, una condizione pericolosa che va riconosciuta e trattata, perché, in caso contrario, può causare problemi alla futura mamma e al nascituro.

Lo stato d’ansia aumenta progressivamente con il progredire della gravidanza, con valori più alti nel terzo trimestre. In particolare, se è presente nella 32° settimana, è un probabile fattore predittivo di depressione nel periodo post-natale.

Non va sottovalutata, poiché potrebbe portare alla depressione post-partum, al disturbo di sviluppo e attività fetali, al basso peso alla nascita, a difetti fisici nel bambino, a problemi comportamentali-emozionali, a predisposizione alle abitudini tabagistiche e all’uso di sostanze psicoattive e alla riduzione dell’appetito, con compromissione del peso e dello sviluppo della gestazione.

Questi comportamenti da parte della futura mamma sono indicatori di una scarsa adesione al progetto gravidanza, con manifestazioni che possono variare da una scarsa cura di sé alla malnutrizione materna con alterazione dello sviluppo fetale, dall’abuso di alcol, tabacco e sostanze psicoattive all’incapacità a riconoscere i prodromi del parto, fino ad arrivare ad aborti e complicanze neonatali.

I segnali più evidenti di una depressione sono: umore profondamente triste o irritabile, stanchezza e agitazione, sensazione di inadeguatezza con mancanza di fiducia in se stesse, perdita di interesse o di piacere nelle comuni attività, difficoltà di attenzione, concentrazione e memorizzazione, disturbi del sonno e dell’appetito.

L’ansia leggera può essere controllata con interventi di rilassamento muscolare, tecniche di controllo del corpo e del respiro, con interventi preventivi sul decorso e sulla tutela del sonno in gravidanza e nel puerperio, approccio di psicoterapia mirato, sia individuale che di coppia, nella forma di counseling o di una psicoterapia strutturata, ed eventuale intervento farmacologico con antidepressivi in caso di ansia intensa.

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