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Frutti dimenticati: le giuggiole

Sanihelp.it – Il nostro viaggio alla scoperta dei frutti dimenticati prosegue come sempre a partire da una pianta, il giuggiolo. Originario della Cina nord-occidentale, oggi il giuggiolo è diffusissimo in tutta l’Asia centrale, ma si può trovare spontaneamente anche in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali.
Si tratta di una pianta di altezza compresa fra i 2 e i 5 metri, molto ramificata, che produce frutti ovali o sferici di colore rossastro o bruno, con polpa di colore bianco crema, tenera e aromatica, e un corto picciolo. All’interno del frutto trova posto un nocciolo allungato e a volte appuntito contenente due semi.

Il sapore della polpa inizialmente è acidulo, ma diventa dolce a maturazione. Con i frutti del giuggiolo, che si possono consumare sia freschi sia essiccati, è possibile preparare marmellate, sciroppi (il famoso «brodo di giuggiole“) e dolci. In Cina rappresentano un ingrediente per la preparazione di pani, bevande, dolci e canditi.

Il contenuto in zuccheri e proteine è simile a quello dei fichi. Molto rilevante è la quantità di vitamine B1, B2, C e P. Nella farmacopea popolare vengono utilizzati per uso esterno per le proprietà lenitive ed antinfiammatorie, come emollienti ed espettoranti.

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