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Bevande alcoliche: quale tolleranza?

Sanihelp.it – È recente l’iniziativa del ministero della salute di imporre l’obbligo, presso tutti i locali in cui si consumano alcolici, di esporre tabelle che ricordano come una birra o un drink possano innalzare l’alcolemia in uomini e donne.
L’alcol non ha bisogno di digestione, si assorbe rapidamente per diffusione semplice perché è idrosolubile e solo parzialmente liposolubile.

La sua velocità di assorbimento, però, dipende anche dalla presenza del cibo perché gli alimenti a livello gastrico, rallentano la velocità di assorbimento dell’alcol stesso.
È questo il motivo per cui quando si beve è consigliabile ingerire simultaneamente anche del cibo al fine di ritardare l’assorbimento dell’alcol ed evitare i picchi di iperalcolemia.

Dopo l’assorbimento l’alcol diffonde rapidamente di preferenza negli scompartimenti acquosi; è questo il motivo per cui si raggiungono concentrazioni ematiche più elevate nelle persone di peso ridotto e fra persone con lo stesso peso, ma sesso differente il tasso alcolico più elevato si registra nelle donne perché dispongono di un minor contenuto acquoso e una maggiore quantità di grasso corporeo.
Per lo stesso motivo le persone anziane sono tossicologicamente più sensibili all’alcol dei giovani.

Un uomo di 65 kg che consuma 8-9 g di alcol presenterà un tasso alcolico di 150 mg/l dopo un’ora dall’assunzione mentre nello stesso lasso di tempo una donna di 55 kg che assume la stessa quantità di alcol raggiunge un tasso alcolico pari a 200 mg/l. Dopo l’assorbimento il 90-95% dell’alcol si metabolizza a livello epatico mentre la quota restante per via respiratoria.
La quota di alcol che si elimina per via respiratoria è proporzionale ai livelli ematici: è questo il meccanismo alla base degli etilometri.

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