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Frutti dimenticati: le nespole

Sanihelp.it – Ecco un altro esempio lampante di frutto un tempo diffuso comunemente e oggi quasi scomparso. La nespola – e la pianta che la produce, il nespolo – fino qualche decina di anni fa diffusa in tutta l’Europoa centro-settentrionale, oggi si può trovare solo vicino alle vecchie case e sporadicamente nei boschi di collina.

Il nespolo è un albero di limitate dimensioni, dai fiori bianchi o rosa, i cui frutti maturano in autunno. Esiste anche una varietà di origine orientale, il nespolo giapponese, che matura invece in primavera.

Le nespole selvatiche sono sensibilmente più piccole di quelle coltivate e se non vengono raccolte restano sui rami fino al gelo. Hanno una caratteristica forma a trottola, buccia sottile, polpa farinosa di colore rossiccio.

Al momento della maturazione le nespole sono dure e coriacee, molto aspre e ricche di tannino, con la buccia rugginosa. Risultano commestibili solo in seguito, quando la buccia diventa nerastra e i frutti sembrano marci.
In questa fase i tannini si trasformano in zucchero e la polpa diventa molle e molto saporita acquistando un gradevole sapore dolce acidulo.

Le nespole sono ricche di zuccheri e vitamina P e sono facilmente digeribili anche per gli stomaci delicati. Con i frutti, in alcuni Paesi come Ungheria e Crimea preparano acquavite e sidro. Si possono cucinare marmellate con proprietà regolarizzanti dei processi digestivi.

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