HomeNewsAnticoncezionali a scuola: favorevoli 7 medici su 10

Anticoncezionali a scuola: favorevoli 7 medici su 10

Sanihelp.it – In Italia solo lo 0,3% delle giovanissime under 19 possiede una buona educazione sessuale. Solo una su 4 raggiunge un livello sufficiente. Anche per questo il nostro Paese si colloca agli ultimi posti per l’utilizzo di mezzi contraccettivi: per ignoranza (38%), per superficialità (53%), per inesperienza (9%). Perciò è utile (67%) introdurre nelle scuole superiori la distribuzione diretta e controllata di anticoncezionali. Scuola che, con la famiglia e i media (49%) rimane l’istituzione dove maggiormente operare. Senza però dimenticare i camici bianchi (46%) che possono e devono promuovere maggiore counselling ed educazione. Inutile (95%) eliminare l’obbligo di prescrizione della pillola. Mentre quella del giorno dopo che, va ribadito, resta una contraccezione di emergenza, non pare (46%) stia modificando l’atteggiamento delle ragazze sulla contraccezione. 

Sono queste la fotografia e le ricette di ginecologi e medici di famiglia che emergono da un sondaggio che ha coinvolto 616 camici bianchi di tutta Italia, promosso dal programma Scegli tu con SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). 

«Risultati che fanno riflettere ed evidenziano la vulnerabilità contraccettiva delle italiane – spiega Alessandra Graziottin, direttore del centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele di Milano – Alla luce di questo scenario appare quindi necessario cambiare orientamento: se i giovani non vanno al consultorio familiare, è opportuno che il medico vada nelle scuole a parlare in modo corretto di sessualità e metodi contraccettivi sicuri, in particolare per le fasce sociali più esposte. Anche con lo psicoterapeuta».

Il sondaggio è stato promosso nelle scorse settimane, dopo la notizia che in una scuola di Portland (USA) le autorità scolastiche hanno deciso di mettere a disposizione delle undicenni pillole anticoncezionali e del giorno dopo. Una decisione utile per affrontare un’emergenza secondo il 59% degli intervistati. «Nel nostro Paese forse è eccessivo parlare di allarme – commenta Emilio Arisi, consigliere nazionale della SIGO – ma sono in aumento anche da noi le gravidanze fra le più giovani. Servono soluzioni concrete: sin dai prossimi giorni chiederemo al ministero della Pubblica Istruzione che venga previsto all’interno degli istituti un punto di riferimento stabile per l’educazione sessuale».

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