Sanihelp.it – L’andropausa è oggi definita deficienza parziale degli androgeni (PADAM) intendendo in particolare la riduzione del testosterone. Questo ormone, prodotto dal testicolo, si riduce progressivamente con l’età. Dopo i 60 anni, circa il 20% della popolazione maschile apparentemente sana presenta valori ampiamente patologici rispetto ai soggetti giovani.
Chi ne è colpito riferisce una ridotta energia e vitalità; la forza e la massa muscolare si riducono; la massa ossea diviene rarefatta e aumenta la predisposizione a fratture e osteoporosi; la massa adiposa accresce sul tronco; la libido e le prestazioni sessuali subiscono un forte ridimensionamento. Infine anche la capacità di concentrazione subisce una flessione.
Alcuni fattori comuni nella popolazione possono indurre un calo di testosterone, tra questi l’obesità, il diabete mellito, l’abuso di alcol e alcuni farmaci di uso comune.
Diversamente dalla donna, il maschio normale mantiene negli anni una quota elevata di testosterone circolante. Non esiste infatti una vera andropausa. L’uomo non è programmato geneticamente per perdere il suo testosterone.
Per questo, in presenza di un calo eccessivo, è opportuna una terapia che riporti l’ormone ai limiti della norma. Ciò va fatto nell’ottica di uno stretto controllo medico che protegga la prostata da complicanze. Oggi i trattamenti impiegano anche cerotti e gel, meglio tollerabili rispetto alle iniezioni di un tempo. Il paziente con una reale carenza risente subito brillantemente dei benefici di tale terapia.



