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Parkinson: tre ordini di cause

Focus Morbo di Parkinson: le cause

La malattia di Parkinson e i parkinsonismi in genere sono patologie neurologiche molto frequenti nell’anziano. I sintomi principali sono il tremore agli arti e la rigidità, causati dalla mancanza di dopamina, un neurotrasmettitore del cervello che regola i movimenti.


Le cause dei parkinsonismi sono solitamente identificabili mentre non è ancora noto l’esatto meccanismo che provoca il calo di dopamina nel Morbo di Parkinson che quindi viene definito idiopatico. La ricerca delle cause della malattia prosegue e attualmente si muove su diversi fronti: biologici, genetici e ambientali.

In campo biologico si ipotizzano vari meccanismi; innanzitutto un processo apoptotico, ossia di morte cellulare, che, per errore genetico, è programmato male. In secondo luogo il deposito nella sostanza nera, struttura in cui viene maggiormente rilasciata dopamina, dei cosiddetti Corpi di Lewy di tipo fibroso e apparentemente dannosi.

Un ruolo importante sembra sia quello dei radicali liberi; la loro azione negativa sui circuiti cerebrali verrebbe attivata o per la diminuita protezione fisiologica provocata dalla carenza di un enzima chiamato Complesso I e/o dall’inibizione dei recettori glutammatergici N-metil-D-aspartato (NMDA) all’interno del nucleo subtalamico.

Anche gli studi in campo genetico si fanno sempre più intensi: sembra ormai assodato il ruolo di alcuni geni quale agente causale nella malattia di Parkinson giovanile che colpisce bambini e adolescenti.
Il gene implicato sembra essere quello della parkina sul cromosoma 6q. La parkina è una proteina simile all’ubiquitina rilevata nel morbo di Parkinson e in altri disturbi neurologici. Le ricerche ora suggeriscono che questo gene potrebbe essere individuato anche in forme che insorgono nei giovani adulti. Il gene tau invece, sul cromosoma 17q21, sembrerebbe avere un ruolo nello sviluppo tardivo della patologia. Il rilievo infine, in alcuni pazienti con sintomi precoci di malattia, di alcune anomalie genetiche che provocano l’accumulo di una proteina detta alfa-sinucleina rafforzano l’ipotesi genetica.

Le possibili cause ambientali hanno invece dimostrato il possibile coinvolgimento di processi infettivi virali nella formazione dei corpi di Lewy, di cui si è fatto cenno in precedenza; per altro lo scatenamento di un parkinsonismo da parte dell’influenza o da virus altrettanto potenti è cosa da tempo nota.

Anche i prodotti chimici industriali sono stati bersaglio di ricerche. Nel 2000 un grosso studio ha dimostrato un’associazione tra esposizione a pesticidi ed erbicidi e aumento nell’ordine del 50-70% del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson. Altre sostanze come ferro, manganese, mercurio, zinco e altre sembrano correlate con una forma reversibile di parkinsonismo.

Infine un cenno all’invecchiamento. Nonostante sia infatti dimostrato che la malattia non è correlata con l’età molto avanzata, si deve comunque rilevare che con il passare degli anni si esauriscono le nostre scorte di dopamina all’interno delle strutture adibite al suo trasporto.

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