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E tu come tieni la scrivania?

Ordine& Benessere

Sanihelp.it – Il Desk Day, che cade il 6 dicembre, è la giornata dedicata all’organizzazione della scrivania. Una data che ha avuto il pregio di attirare l’attenzione su uno strumento capace di accogliere il lavoro e di gestirlo.


Il Desk Day ha lo scopo di promuovere una riflessione sull’importanza dell’organizzazione del proprio ambiente di lavoro partendo dalla scrivania, per favorire la creazione di spazi di lavoro comodi e funzionali allo svolgimento delle attività lavorative quotidiane e produrre benessere, motivazione e soddisfazione tra i lavoratori che così sperimentano la sensazione di investire bene le proprie risorse.

Per il quinto anno consecutivo Organizzare Italia, che offre corsi di formazione, interventi sul campo e consulenze perché tutti possano migliorare le proprie abilità organizzative e avere giornate meno stressanti, più soddisfacenti e più serene al lavoro, a scuola e nella vita quotidiana, celebra il Desk Day offrendo alcuni dati sulla gestione della scrivania da parte degli italiani.

 In questi anni Organizzare Italia ha posto alcune domande a clienti o interlocutori: tra questi il 60% prova a riorganizzare la scrivania, soprattutto il venerdì o il lunedì.  Tuttavia sulla scrivania torna velocemente il caos, forse perché ci sono troppe cose o perché quando si è presi da più un’attività da gestire contemporaneamente il rischio è di procrastinare. Quando è stato posto il quesito su cosa debba esserci sulla scrivania, circa il 50% considera che sulla scrivania debbano esserci faldoni che si consultano spesso e oggetti personali nella area più strettamente legata al lavoro, comportamenti che complicano non poco e allontanano sempre di più da una organizzazione razionale della scrivania.

Organizzare Italia anche quest’anno indaga come le persone gestiscono l’organizzazione della propria scrivania attraverso il link https://organizzareitalia.typeform.com/to/PEVJlG; indagine che nel 2022 ha descritto una popolazione di 206 rispondenti in parte confusa e poco consapevole e in parte interessata ma incapace di mettere in atto comportamenti coerenti e continuativi.

I profili scaturiti dalla survey hanno descritto quattro tipologie di persone: il precisino cerca una organizzazione fine a se stessa, che gli permette di ordinare lo spazio per sentirsi bene ma che non facilita il dialogo con colleghi e conviventi. L’impaziente conosce le regole della buona organizzazione ma non sempre le mette in pratica trovandosi a non poter contare sull’organizzazione del suo spazio proprio nel momento del bisogno e a dover fare i conti con ansia e stress nei momenti di intenso lavoro. Il creativo tralascia l’organizzazione e l’ordine, ma accusa fortemente il peso della sua disorganizzazione e desidera migliorarla e infine il sorpreso che non ha mai preso in considerazione di dedicare tempo all’organizzazione, ma ha scoperto che qualche momento investito nell’organizzazione dello spazio della scrivania può tradursi in tempo risparmiato.  

Quest’anno Organizzare Italia ha lanciato la certificazione Organizing to Go, per le aziende organizzate e innovative, una certificazione che contiene in sé un messaggio molto importante per aziende e lavoratori: l’organizzazione è un metodo e una volta appresso va applicato ad ogni aspetto della propria vita privata e lavorativa, al fine di trasformarla in strumento vincente che facilita e semplifica le attività quotidiane.

È la continuità il messaggio implicito che spinge a porsi l’obiettivo di non perdere il focus sull’organizzazione personale al fine di amplificarne l’effetto e l’impatto nella propria vita. Per questo Organizing to Go invita a promuovere buone pratiche in azienda e a intraprendere percorsi che possano consentire di acquisire un linguaggio organizzativo comune e impattare sulla vita aziendale come l’organizzazione della scrivania impatta sulla vita quotidiana del singolo.

 

 

 

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