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I filler del futuro? Biologici e biodegradabili

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Pubblicato il: 30-07-2018


I filler del futuro? Biologici e biodegradabili © iStock

Sanihelp.it - L’invecchiamento del volto è caratterizzato da una perdita graduale di spessore ed elasticità della cute secondari alla riduzione dei costituenti il tessuto dermico, ovvero fibre collagene, acido ialuronico ed elastina. I filler dermici (sostantivo derivato dal verbo inglese to fill: riempire) rappresentano, attualmente, un mezzo accurato e versatile per il ringiovanimento del volto e secondo l’American Society of Plastic Surgeons la loro iniezione è divenuta una delle procedure di medicina estetica più eseguite negli Stati Uniti, seconda solo all’iniezione di tossina botulinica.

Dalle indicazioni iniziali, limitate al trattamento delle rughe e dei solchi del volto si è passati a trattamenti più sofisticati, come l’aumento di volume e la correzione del profilo. I prodotti attualmente in uso sono molteplici e si possono distinguere in base alla loro composizione chimica. Ai filler biologici, che costituiscono la classe di sostanze più utilizzate nella pratica clinica, appartengono quelli a base di acido ialuronico, costituente naturale della maggior parte della matrice dermica. La sua caratteristica fondamentale risiede nella proprietà di attirare un notevole quantità di molecole di acqua conferendo ai tessuti nei quali viene iniettato un effetto riempitivo di estrema naturalezza. I tempi di riassorbimento, ovvero la durata di permanenza e il loro effetto di riempimento, sono variabili in funzione della formulazione, concentrazione e grado di cross linking delle molecole.

I filler sintetici, così chiamati per la loro origine non naturale, hanno la caratteristica di avere un riassorbimento molto lento che conferisce loro una durata variabile da alcuni anni fino alla permanenza in funzione della molecola impiegata. A questi appartiene l’idrossiapatitedi calcio, utilizzato principalmente come sostituto osseo per il trattamento delle ipovolumetrie del dorso del naso, degli zigomi e del mento.

In questo scenario di molecole diverse con caratteristiche differenti, negli ultimi tempi sta acquistando una rilevanza clinica il filler a base di gel d’agarosio. «A differenza degli altri filler, è 100% naturale e biodegradabile - commenta il direttore della Clinica di chirurgia plastica e ricostruttiva dell'Università La Sapienza di Roma Nicolò Scuderi, che ha condotto uno studio su questo filler - e permette di raggiungere gli effetti volumizzanti che danno un aspetto giovane senza l’aggiunta di altre sostanze chimiche, solventi o agenti cross linkati, viene inoltre assorbito in modo completo e sicuro nel corso del tempo grazie ai meccanismi naturali del corpo.

Il filler dovrebbe essere iniettato in profondità e mai in superficie. Si raccomanda di utilizzarlo solo nella zona subdermica, sottocutanea o del sovra periosteo. Può essere iniettato in un’area in cui già altri filler siano stati utilizzati. Non si sono riscontrate interazioni sfavorevoli con altri innesti assorbibili. Consente di ottenere un aspetto giovane e naturale riempiendo le linee attorno alla bocca, le pieghe nasolabiali così come le zampe di gallina e le rughe della fronte, di rimodellare e aggiungere volume alle labbra e sollevare le guance. Gli effetti correttivi durano circa 12 mesi o più, in base alla quantità iniettata e alla profondità di iniezione.

A seconda dell’area trattata, la procedura è relativamente indolore, sebbene possa causare lieve fastidio nelle zone sensibili del naso e delle labbra. Potrebbe verificarsi del rossore attorno al sito iniettato per 1-2 giorni. Grazie alla biocompatibilità, le reazioni allergiche sono minime. I tempi per la procedura vanno dai 20 ai 25 minuti. I tempi di recupero possono variare da poche ore a diversi giorni in base all’area trattata. Di norma si può tornare alle normali attività subito dopo il trattamento.



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Sime

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