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Anoressia in aumento

Ragazzi: come i social favoriscono i disturbi alimentari

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Pubblicato il: 21-08-2018

Immagini, stories, confronti e post possono gettare nell'angoscia chi non ha un fisico perfetto e ambisce a imitare i suoi modelli di riferimento. Ecco come correre ai ripari.


Ragazzi: come i social favoriscono i disturbi alimentari © iStock

Sanihelp.it - #Thinspirathion, #bodycheck, #thighgap, #boneinspiration: sono solo alcuni degli hashtag che su Instagram raccontano un mondo dove la sfida, spesso tra giovanissime, a chi mangia meno, mostra le gambe più esili o le ossa sporgenti, è ormai una realtà quotidiana.

Se il popolare social network ha riconosciuto il problema già nel 2012, mettendo al bando 17 degli hashtag finiti sotto accusa per incitamento ad anoressia e bulimia, i ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno individuato centinaia di varianti lessicali che sfuggono alla censura. Ma i rischi, soprattutto per le adolescenti, non si limitano a questi fenomeni estremi: anche il ruolo dei cosiddetti influencer è sempre più centrale nella diffusione di parametri estetici irraggiungibili (spesso artefatti).

In un contesto dove oltre 3 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari, in prevalenza donne e sempre più giovani, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida per un uso consapevole di Instagram, soprattutto tra le adolescenti.

Oscurare siti internet e censurare hashtag può sembrare la soluzione più rapida, ma non affronta il problema del profondo disagio che è alla base di queste community virtuali. Con la repressione si ottiene solamente che si nascondano, ma il disturbo alimentare rimane inalterato. Molti dei vecchi blog pro-anoressia e pro-bulimia, cancellati dal web, oggi sono diventati gruppi Whatsapp, meno controllabili e più anarchici. 

Postare slogan pro-anoressia, mostrare immagini di ragazze sempre più scheletriche, sfidarsi a chi fa scendere l’ago della bilancia più rapidamente. Sono comportamenti ai quali si arriva quando c’è già un problema di base, ci si sente soli e si cercano forme di supporto e confronto. Instagram, il social più popolare tra i giovanissimi, diventa un mezzo per sfogare il disagio, rischiando di finire in una spirale incontrollata di consigli malsani.

Giornali e tv hanno già contribuito a diffondere ideali estetici inaccessibili, aumentando il senso di inadeguatezza soprattutto tra donne e adolescenti: ma nell’era dei social network è inimmaginabile la pressione subìta dai giovanissimi nel confrontare la propria immagine con quella degli altri, alla ricerca della loro approvazione. L’immediatezza delle immagini, le stories, la comunicazione apparentemente orizzontale tra gli influencer e i loro seguaci non rendono evidenti le strategie di chi lavora sui social e riesce a veicolare un’immagine fittizia di perfezione che genera un disperato desiderio di emulazione.

Gli adolescenti di oggi sono dei nativi digitali e hanno a disposizione tutti gli strumenti e le conoscenze tecnologiche per confrontarsi con ciò che trovano in rete, ma non sono preparati a livello psicologico. I genitori, al contrario, spesso sono ancora dei neofiti del web e non riescono a comprendere ciò che accade ai figli quando hanno in mano lo smartphone.

È quindi indispensabile cogliere i primi segnali d’allarme (utilizzo di indumenti larghi per nascondere la perdita di peso, iperattività fisica, tendenza a mangiare da soli) per rivolgersi tempestivamente al medico, che deve essere formato per affrontare la nuova panoramica di disturbi alimentari: non solo anoressia e bulimia, ma anche ortoressia (l’esagerata attenzione per la qualità del cibo), la drunkoressia (la restrizione delle calorie in modo da poter consumare più alcol senza aumentare di peso) e la bigoressia (la preoccupazione cronica di non essere abbastanza muscolosi che induce alla dipendenza dall’esercizio fisico).



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Consulcesi Club

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