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I dati sono contenuti nell'indagine del 2018

Lav, cani: diminuiscono le adozioni

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Pubblicato il: 18-09-2018

Nel Centro-Nord Italia il randagismo è, ad eccezione del Lazio, contenuto, mentre al Sud e nelle Isole si registra un numero di cani randagi rilevante


Lav, cani: diminuiscono le adozioni © iStock

Sanihelp.itAumenta il numero di cani che non vengono adottati e che sono ospitati nei canili rifugio. Un dato che si riferisce al 2017: sono 114.866 (+9,26% rispetto al 2016). Nel Centro-Nord Italia il randagismo è, ad eccezione del Lazio, contenuto, mentre al Sud e nelle Isole si registra un numero di cani randagi rilevante.

Si tratta di dati contenuti nell’indagine effettuata nel 2018 dalla Lega anti vivisezione sul randagismo.

E ancora l'anno scorso sono stati 91.021 i cani entrati nei canili sanitari e di questi solo il 38% è stato restituito al proprietario. Una percentuale che è stata più bassa nel Sud Italia e nelle Isole, con appena il 6%, dato che aumenta al 39% nel Centro Italia e arriva ad un 69% di media per le regioni del Nord.

Questo perché la registrazione in anagrafe degli animali d’affezione è minore nelle regioni del Mezzogiorno. Questo non permette di rintracciare le famiglie di appartenenza del cane che resta nel canile. Dai dati forniti dalla Lav risulta che «dal 2017 al 2018 si è registrato un aumento del 12,3%, pari a 1.159.409 cani in più. Lombardia (1.470.789), Veneto (1.213.005), Emilia Romagna (1.113.829), Piemonte (889.639) e Lazio (850.267) sono le regioni che contano il numero totale maggiore di cani registrati in anagrafe, alla data del 27 giugno 2018».

In Italia esistono 434 canili sanitari e 766 rifugi , di cui 114 canili che assolvono entrambe le funzioni, per un totale di 1.200 canili. Di questi il 44% si trova nel Mezzogiorno, il 37% al Nord e il restante 19% al Centro.

C’è un dato incoraggiante: le regioni che hanno registrato il maggiore aumento di cani iscritti in anagrafe nei primi 6 mesi del 2018, rispetto all’anno precedente, sono regioni del Centro e del Sud: Umbria (+122%), Marche (+88%), Sicilia (+44%), Abruzzo (+11%), ma anche Lazio, Toscana e Calabria che fanno registrare un incremento pari al 10%.



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