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Il suo nome è brodalumab

Un nuovo farmaco contro la psoriasi

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Pubblicato il: 17-09-2018


Un nuovo farmaco contro la psoriasi © iStock

Sanihelp.it - La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, cronica e non contagiosa, che in Italia colpisce circa il 3% degli abitanti. Può insorgere a qualsiasi età, ma solitamente compare per la prima volta tra i 20 e i 30 anni, mentre è rara nei bambini. Solitamente la psoriasi si presenta sotto forma di chiazze e placche rosse, ricoperte da squame biancastre e localizzate, soprattutto nelle ginocchia, nella regione sacrale, nei gomiti, nelle mani, nei piedi e nel cuoio capelluto. Sintomatologia che un recente studio, denominato Report PsoClear e presentato all'ultimo Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology, potrebbe debellare: esso promette, infatti, di cancellare quasi totalmente i segni della psoriasi nell'arco di sole due settimane di trattamento. Il merito andrebbe assegnato a un nuovo farmaco, il brodalumab che, a quanto pare, offre maggiori probabilità di guarigione restituendo una cute completamente libera da lesioni nei casi di patologia moderata o grave.

Per giungere a questi risultati i ricercatori hanno preso in esame due studi, l'Amagine-2 e l'Amagine-3, nonché un campione di oltre 4mila pazienti. In base ai dati diffusi, coloro che sono stati trattati con il brodalumab hanno ottenuto un miglioramento evidente già dopo 15 giorni di terapia. Inoltre la pelle è risultata completamente libera da lesioni e senza alcun segno della malattia sul 75% per cento delle persone coinvolte nella sperimentazione dopo 52 settimane di cura.

Il nuovo medicinale è stato approvato in Europa dall'Ema; nei prossimi mesi, dopo l'approvazione dell'Aifa, sarà immesso sul mercato da Leo Pharma. Va assunto solo sotto controllo medico, anche per evitare le controindicazioni presenti in medicinali di questo tipo.

Data la complessità dei fenomeni infiammatori alla base delle manifestazioni cutanee della psoriasi, la ricerca non si ferma qua e sono allo studio altre molecole per combattere questa patologia cronica invalidante che, in alcuni casi, può anche compromettere le attività quotidiane.



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