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Frutta d'estate: qual è la migliore per i bambini?

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Pubblicato il: 16-07-2019

Dai pediatri una guida per scegliere la frutta più adatta all'alimentazione estiva dei piccoli. Alimenti preziosi in questa stagione di caldo e grandi attività.


Frutta d'estate: qual è la migliore per i bambini? © iStock

Sanihelp.it - Colorata, succosa, dolcissima: la frutta è un alimento fondamentale nella dieta dei piccoli per il suo elevato apporto di fibre, sali minerali e vitamine. In questi mesi più caldi per i bambini è fondamentale un apporto ricco di fragole, ciliegie, albicocche, pesche, meloni, angurie, fichi, pere, susine, uva e frutti di bosco.

Secondo gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) la frutta deve essere consumata preferibilmente fresca, di stagione, a km zero e proveniente da coltivazione biologica, che garantisce almeno l’assenza di pesticidi nella produzione. «Il consumo di frutta e verdura – sottolinea Lisa Mariotti, Nutrizionista Pediatrica Dipartimento Medicina dell'Infanzia e dell'età Evolutiva ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, consulente nutrizionista SIPPS - andrebbe incentivato per arginare l’epidemia di obesità che minaccia di diventare un’emergenza di salute pubblica. La frutta nell’alimentazione del bambino è importante fin dal divezzamento, sia dal punto di vista nutrizionale, sia dal punto di vista educativo, per abituarlo ad un’ampia gamma di sapori».

I prodotti ortofrutticoli di stagione sono quelli che in origine contengono il maggior quantitativo di vitamine e sali minerali. I lunghi tempi di trasporto e di conservazione determinano importanti perdite vitaminiche. «Il ritmo di vita di frutta e verdura nelle diverse stagioni – prosegue Mariotti - corrisponde meglio alle esigenze del nostro organismo in quel particolare periodo dell’anno. È sempre preferibile consumare prodotti stagionali, di provenienza locale o almeno nazionale, in quanto più tempo passa tra la raccolta dei vegetali e il momento del consumo, più diminuisce la quantità di micronutrienti, soprattutto di vitamine, oltre al costo».

Essendo la loro distribuzione molto variabile, è di fondamentale importanza che la scelta sia studiata alternando il più possibile le tipologie di frutta secondo la stagionalità, ma anche secondo il colore. A ogni colore (rosso, giallo-arancio, verde, bianco, blu-violetto) corrispondono caratteristiche nutrizionali differenti: tale consapevolezza è alla base delle raccomandazioni della piramide alimentare, ma anche delle numerose campagne lanciate negli anni e orientate a favorire il consumo di almeno 5 porzioni al giorno tra verdura e frutta, meglio se di colori diversi nei diversi pasti, dalla prima colazione, agli spuntini e alle merende, oltre che a pranzo e a cena, al fine di garantire quotidianamente l’assunzione di adeguate quantità dei diversi micronutrienti in esse contenuti. Si raccomanda di somministrare la frutta prevedendo almeno 3 tipologie diverse nell’arco della settimana.

«Frutta e verdura – afferma Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - sono importanti per il valore nutritivo associato a un ridotto apporto calorico. Una porzione di frutta corrisponde a circa 150 grammi, ovvero un frutto medio/grande (arance, mele) o 2-3 frutti piccoli (albicocche, mandarini). La frutta è una buona fonte di zuccheri semplici, prontamente disponibili a scopo energetico come fruttosio, glucosio e saccarosio, oltre a vitamine, sali minerali, fibre ed è ricca di acqua. Alcune componenti (vitamina C, carotenoidi, composti fenolici) svolgono un’azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante.

In particolare, durante i mesi estivi, per il loro contenuto in acqua e sali minerali, i frutti di stagione possono aiutare a combattere la disidratazione. Quasi tutti i frutti sono caratterizzati da uno scarso apporto proteico, un buon apporto di carboidrati e un ridotto apporto di grassi, a eccezione di quelli detti oleosi, come la frutta a guscio (noci, nocciole e simili), e alcuni frutti come l’avocado e il cocco. L’apporto calorico dipende soprattutto dal contenuto di acqua che può arrivare in quelli meno calorici (anguria, pompelmo) a superare il 90%: varia da 15-70 Kcal/100 g per la frutta fresca a 550-660 Kcal/100 g per quella oleosa, che contiene grassi vegetali di elevata qualità grazie al contenuto in acidi grassi essenziali, omega-6 e omega-3, che migliorano il rapporto colesterolo buono/cattivo».

L’eventuale cottura della frutta incide sul contenuto dei suoi micronutrienti, in particolare delle vitamine. È meglio quindi consumarla cruda, ben lavata, con la buccia che fornisce fibra, a pezzi o morsi, non frullata o passata, perché contribuisce ad aumentare il senso di sazietà. I gusti dei bambini cambiano spesso ed è bene essere perseveranti davanti ai rifiuti, in quanto sono necessari almeno 12 assaggi affinché il bambino inizi ad apprezzare un nuovo alimento: spazio alla creatività, realizzando forme di animali o spiedini e utilizzando molti colori. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale)

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