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Tumori

Leucemia acuta per Sinisa Mihajlovic

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Pubblicato il: 16-07-2019

L'allenatore del Bologna lo ha rivelato in conferenza stampa indetta appositamente. Le prime avvisaglie con una febbre che non voleva abbassarsi, poi la conferma con gli esami del sangue.


Leucemia acuta per Sinisa Mihajlovic © Rete

Sanihelp.it - «Mi fermo. Martedì vado in ospedale per una nuova sfida, quella contro la leucemia» così pochi giorni fa Sinisa Mihajlovic ex centrocampista, tra gli altri, di Lazio, Sampdoria e Inter, ha esordito in una conferenza stampa convocata per informare i tifosi. «Ho preferito darvi io la notizia, e chiedo per questo rispetto per la mia privacy. Abbiamo scoperto dei valori nel sangue che non andavano bene. È una malattia in fase acuta ma attaccabile, dobbiamo giocare per vincere, devo usare la tattica, so che vincerò».

«Lotterò come sempre, non vedo l'ora di andare martedì in ospedale. Prima comincio e prima finisco» ha aggiunto l’attuale allenatore del Bologna. Martedì è oggi, 16 luglio, giorno in cui inizia il percorso di cura presso dipartimento di ematologia dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna. Anche se dovrà seguire cure specifiche e intensive Mihajlovic non abbandonerà la guida della squadra, come ha confermato il direttore sportivo Sabatini.

La scoperta della malattia è avvenuta con alcuni accertamenti seguiti a una febbre che il mister accusava da alcune settimane: si è sottoposto agli esami del sangue, ad una risonanza magnetica, per via di un dolore all'anca che sembrava dovuto ad un problema osteoarticolare, e a accertamenti ematici più approfonditi, fino alla diagnosi di leucemia. « Quando ho saputo, ho passato due giorni chiuso in camera a piangere, a riflettere. Ti passa tutta la vita davanti. Ma le mie non sono lacrime di paura» ha ribadito Sinisa.

Dalla conferenza non sono emersi particolari dettagli sul tipo di leucemia che ha colpito il tecnico, se non che si tratta di una forma acuta. «La leucemia acuta è sicuramente una forma potenzialmente letale, ma in molti casi si riesce a tenere sotto controllo con la chemioterapia e eventualmente il trapianto di midollo. Si tratta di una forma aggressiva, ma se si interviene in tempo le possibilità quantomeno di stabilizzare la malattia aumentano» ha commentato all’Agi l'oncologo Francesco Cognetti, direttore di Oncologia Medica all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena.



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Agi

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