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I progressi nella diagnostica delle demenze

Diagnosticare l'Alzheimer decenni prima che si manifesti

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Pubblicato il: 23-09-2019


Diagnosticare l'Alzheimer decenni prima che si manifesti © iStock

Sanihelp.it - Diagnosticare l'Alzheimer sarebbe possibile grazie a un semplice esame del sangue: ad annunciarlo è stato un team di ricercatori della Washington University di Saint Louis, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurology. L'esame sarebbe assai più sensibile dei mezzi utilizzati attualmente e consentirebbe di effettuare una diagnosi piuttosto certa anche decenni prima che la malattia si manifesti, ciò avverrebbe tramite l'individuazione nel sangue della proteina beta-amiloide, ritenuta il segno distintivo della malattia.

Le cosiddette ‘placche’ che, accumulandosi nel cervello, causerebbero i sintomi della demenza, sono infatti costituite dalla proteina beta-amiloide; il test, che utilizza una tecnica tipica della chimica, la spettroscopia di massa, riuscirebbe proprio a misurare la presenza nel sangue delle beta-amiloidi.

La ricerca ha preso in esame 158  individui di oltre 50 anni di età: tutte persone sane dal punto di vista cognitivo all’inizio dello studio, che nel corso del tempo si sono sottoposte ad esami come la scansione del cervello con la PET, il mezzo di indagine oggi spesso utilizzato per diagnosticare l’Alzheimer, e a test di memoria e ragionamento. Ricercando e misurando la proteina beta-amiloide nei campioni di sangue raccolti nel corso dello studio, i ricercatori hanno verificato che, anni prima che le placche apparissero alla PET, il test era in grado di individuare chi le avrebbe sviluppate.

Combinando i dati del test sul sangue con altri fattori di rischio per l’Alzheimer, come l’età e la presenza di geni noti per predisporre alla malattia, i ricercatori hanno ottenuto un’accuratezza piuttosto elevata nel predire la demenza; sicuramente superiore a quella che i medici riescono ad ottenere oggi.

Attualmente i ricercatori  ipotizzano comunque un ruolo assai ristretto per questo test: non certo – almeno al momento – per indagini di massa su potenziali malati ancora perfettamente in salute. La sua utilità principale, anche se passerà ancora del tempo prima che venga messa a punto una versione utilizzabile per scopi clinici, sarà per reclutare pazienti per le sperimentazioni di farmaci.



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Neurology

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