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La corretta alimentazione ha un'azione antidepressiva?

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Pubblicato il: 15-10-2019

Sembrerebbe proprio di si, almeno secondo i risultati del primo studio clinico sull'argomento recentemente condotto in Australia


La corretta alimentazione ha un'azione antidepressiva? © iStock

Sanihelp.it - Mettere ordine nella propria alimentazione sembrerebbe un buon metodo per alleviare i sintomi depressivi in presenza di una diagnosi di disturbi dell’umore.

Stupisce che mentre sono numerosissimi gli studi che dimostrano come le persone depresse abbiano spesso un regime alimentare disordinato e scorretto ricco di grassi e zuccheri, non vi siano altrettanti studi clinici disponibili che insistano su come una correzione delle abitudini alimentari possa accompagnarsi o meno, a un miglioramento nei sintomi depressivi.

Uno studio recente pubblicato sulla rivista Plos One e condotto da stusiosi della Macquarie University di Sydney, si è concentrato proprio sul binomio alimentazione e sintomi depressivi. Nello studio sono stati arruolati 76 persone, uomini e donne di età compresa fra i 17 e i 35 anni: tutti denunciavano sintomi depressivi più o meno gravi e d’abitudine, consumavano cibi molto grassi e zuccherini.

In maniera casuale sono stati suddivisi in due gruppi: quelli del gruppo 1 hanno aderito a un regime alimentare più sano poiché hanno potuto usufruire  della visione di un video della durata di 13 minuti curato da un dietologo dove sono stati esposti i concetti relativi alla Guida australiana all’alimentazione sana del 2003  e relativamente alla dieta mediterranea.

Sono state elargite istruzioni per aumentare l’assunzione di verdure a cinque porzioni al giorno, frutta a due o tre porzioni al giorno, cereali integrali a tre porzioni al giorno, proteine magre a tre porzioni al giorno, latticini non zuccherati a tre porzioni al giorno e pesce a tre porzioni a settimana.
Il programma ha anche raccomandato il consumo giornaliero di tre cucchiai di noci e semi, due cucchiai di olio d’oliva e un cucchiaino di curcuma e cannella ciascuno.

Ai partecipanti è stato anche detto di ridurre i carboidrati raffinati, gli zuccheri, le carni grasse o trasformate e le bevande zuccherine.

I pazienti del gruppo 1 hanno anche avuto la possibilità di usufruire di pasti campione e di una scatola di prodotti alimentari contenente fra le altre cose olio d’oliva, burro di noci naturale, noci, mandorle, semi di girasole, cannella e curcuma.

I pazienti del gruppo 2, invece, non hanno cambiato in alcun modo le proprie abitudini alimentari. Tutti i partecipanti allo studio hanno compilato questionari per valutare il livello di ansia, depressione e  l'umore in generale.

Dopo  tre settimane di intervento sulla dieta, i partecipanti del gruppo 1 hanno visto  ridursi i livelli di ansia e depressione (in alcuni casi fino al ritorno alla normalità); mentre per i componenti del gruppo 2 nulla è cambiato.

Resta da vedere se un intervento dietetico duraturo possa alleviare in maniera stabile la sintomatologia ansiosa. Un obiettivo importantissimo da perseguire soprattutto nei pazienti che per la depressione non possono seguire un trattamento farmacologico, come per esempio in caso di depressione in gravidanza o di depressione post parto con allattamento al seno. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Plos One

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