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Etichette dei cosmetici: 10 diciture a cui fare attenzione

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Pubblicato il: 24-12-2019


Etichette dei cosmetici: 10 diciture a cui fare attenzione © iStock

Sanihelp.it - Rossore, prurito e dermatiti sono alcuni degli effetti indesiderati derivanti dall’utilizzo di un cosmetico sbagliato. La sicurezza è il primo valore da prendere in considerazione di fronte allo scaffale delle creme. Una scelta adeguata innanzitutto passa dalle etichette: quali indicazioni dobbiamo controllare in fase di acquisto? Le elenca Laura Busata, Cosmetics R&D Senior Specialist di Unifarco.

1. Dermatologicamente testato. Indica che il prodotto è stato sottoposto al patch test, una prova eseguita da una terza parte rispetto all’azienda produttrice (per correttezza e trasparenza) sotto il controllo di un dermatologo. 

2. Nickel tested. Sfatiamo un mito: un cosmetico non può essere totalmente privo di nickel e metalli pesanti, la presenza di residui minimi è normale e non nociva, in quanto deriva da materie prime come i pigmenti o, più di rado, dai macchinari tramite cui si eseguono le varie lavorazioni. Le tracce di nickel dovrebbero essere esplicitate. In alternativa alla scritta nickel tested potrebbe essere presente l’elenco dei metalli pesanti testati dall’azienda.

3. PAO (Period After Opening). Graficamente rappresentato da un vasetto aperto con un numero e la lettera M, indica per quanti mesi è possibile utilizzare un prodotto in sicurezza una volta aperto. Viene definito questo lasso di tempo a seguito di un test di stabilità. Controllare comunque sempre l’odore, l’aspetto e la consistenza della crema.

4. Data di scadenza. Le aziende hanno l’obbligo di riportare questa informazione se la durata minima di un prodotto è inferiore ai 30 mesi. In caso di durata più lunga, solo alcune aziende scelgono di riportarla. Questa serie di numeri dà una garanzia sulla qualità e la conservazione: indicano la data entro cui il prodotto chiuso rimane integro.

5. Pelli miste/grasse, secche/sensibili o normali. Come orientarsi? Ricorderei l’importanza del consiglio del farmacista o del dermatologo. Sempre meglio provare un campioncino per un paio di giorni. Se, alla lunga, dopo la stesura del prodotto, non sembra nemmeno di averlo applicato, significa che la crema non è quella giusta.

6. Oftalmologicamente testato. Vale specialmente per i cosmetici dedicati al contorno occhi. Il prodotto viene testato da uno specialista che, dopo la prova di applicazione, controlla lo stato dell’occhio.

7. INCI. È importante tenere in considerazione l’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, che stila tutti gli ingredienti contenuti in un cosmetico. Attenzione all’ordine: i primi della lista sono quelli più presenti nella formulazione, gli ultimi sono contenuti in tracce o in piccole percentuali.

8. Realizzato in un laboratorio certificato. Si riferisce alle certificazioni dell’azienda produttrice, in particolare a quelle ambientali, alle norme di buona fabbricazione e alla sicurezza. Testimonia l'approccio rigoroso, etico e sostenibile applicato ai processi di produzione. 

9. Etico e sostenibile. I contenitori dovrebbero presentare un’icona a triangolo con un numero e una sigla che indicano la riciclabilità del materiale (per corpo, tappo ed etichetta dei vasetti). Le aziende dovrebbero adottare misure in merito a sostenibilità e tutela dell’ambiente, come l’utilizzo di macchine che minimizzino lo scarto di produzione e ottimizzino i consumi energetici. È importante ottimizzare anche la filiera, tenendo la produzione in prossimità dello stabilimento di proprietà, quindi a km zero.

10. Non testato sugli animali. Può essere riportato il simbolo (un coniglietto) oppure no: dal 2013 i cosmetici venduti in Europa non possono più essere testati sugli animali, per cui le aziende tendono a omettere questa dicitura. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Unifarco

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