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150 mila persone con lesioni ai legamenti del crociato

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Pubblicato il: 14-01-2020


150 mila persone con lesioni ai legamenti del crociato © iStock

Sanihelp.it - Le distorsioni e le rotture del legamento crociato anteriore colpiscono circa 150.000 persone, la maggior parte delle quali sono atleti che svolgono quindi attività sportiva a livello più o meno agonistico.

Ad evidenziarlo  le  statistiche della SIOT, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, secondo cui si tratta di un tasso di incidenza tra gli infortuni sportivi particolarmente elevato e in aumento nel calcio visto l’elevato numero di praticanti.

Il tema dell’importanza delle lesioni e delle rotture del crociato sono salite agli onori della cronaca a causa dei due incidenti occorsi nell’ultima partita di campionato e durante la medesima partita.

«Il numero delle lesioni ai legamenti del ginocchio tra i calciatori è in aumento proprio per l’alto numero di quanti praticano questo sport. Gli infortuni si registrano infatti a livello amatoriale, tra i semi professionisti e tra i professionisti del »pallone». Proprio a causa della natura di questo sport, che comporta salti, torsioni e cambi di direzione improvvisi, oltre ad un forte impatto fisico, le lesioni legamento crociato anteriore sono un incidente comune sui campi di calcio di tutto il mondo» ha dichiarato Francesco Falez, Presidente SIOT.

Fortunatamente la maggior parte di questi infortuni può essere efficacemente trattata grazie a tecniche chirurgiche ormai collaudatissime e a un percorso riabilitativo corretto.

Tuttavia è anche possibile ridurre il rischio di questi infortuni con un adeguato programma di prevenzione.

«Oggi – ha spiegato ancora il Professor Falez - grazie ai moderni trattamenti chirurgici, con tecniche spesso personalizzate a seconda dell’età, del tipo di sport praticato e del livello dell’atleta colpito da tale lesione, ed uniti ad un valido programma riabilitativo che segue all’intervento chirurgico, tutti possono tornare tranquillamente a praticare attività sportiva dopo un periodo di 6 mesi di recupero».

Secondo la SIOT per diminuire i rischi e arrivare preparati all’evento sportivo è fondamentale seguire un programma di prevenzione.

Questo significa, che indipendentemente dal praticare sport a livello agonistico o amatoriale è fondamentale seguire un programma di allenamento mirato al potenziamento muscolare degli arti inferiori, migliorare la cosiddetta propriocezione degli arti, con esercizi mirati e consigliati da preparatori atletici o fisioterapisti che riduce il rischio di infortuni soprattutto con il gesto atletico tipico del calcio (cambi di direzione, contrasti, salti, etc.).

Non ultimo un buon programma di allungamento muscolare, stretching è necessario per completare un corretto programma di preparazione atletica mirata anche alla prevenzione.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIOT

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