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Pratica e terapia

Trauma Sensitive Yoga: cos'è e a che cosa può servire

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Pubblicato il: 04-02-2020

Uno stile che ha come obiettivo aiutare persone che abbiano subito esperienze negative, e riportarle ad una situazione di calma e controllo


Trauma Sensitive Yoga: cos'è e a che cosa può servire © iStock

Sanihelp.it - Lo yoga è stato più volte utilizzato per aiutare le vittime di traumi e di problematiche psicologiche, e da qualche anno si sta studiando la diretta correlazione tra la pratica yoga e il recupero di un trauma.

Da questo è nato il Trauma Sensitive yoga, uno stile di pratica che ha come obiettivo quello di portare a ristabilire l’equilibrio nella mente e nel corpo del praticante.

In uno studio dello psichiatra Bessel van der Kolk, che si occupa di trauma da più di 20 anni, è stato dimostrato come le donne che hanno avuto la possibilità di praticare delle sedute di Trauma Sensitive Yoga hanno potuto anche rilevare una diminuzione significativa dei problemi emotivi. E non solo.

Le partecipanti allo studio, che si è svolto nel 2014 ma che solo oggi sta assumendo sempre più importanza, hanno avuto la possibilità di praticare per 10 settimane il Trauma Sensitive Yoga, vedendo una riduzione davvero importante nei sintomi della Sindrome da Stress Post Traumatico.

Questo non solo perché nello yoga, soprattutto a livello di Hatha Yoga, ci si concentra sulla mente e sul respiro, ma anche perché sembra ci siano dei dati in grado di confermare come questa pratica possa agire in modo rilevante sui neurotrasmettitori che si associano alla sindrome da stress post traumatico.

A questo punto ci si potrebbe chiedere come funzioni il Trauma Sensitive Yoga.

Molto dipende dal problema della persona, e anche dall’approccio che si intenderà perseguire.

Infatti, sarà possibile praticare questo tipo di yoga nelle sedute individuali, come accade in associazione alla Terapia Cognitivo Comportamentale, oppure in gruppo.

Gli obiettivi possono essere diversi: dall’eliminazione dei sintomi da stress, ad una ricostituzione di un buon rapporto con il proprio corpo, fino alla percezione del corpo stesso, che non sarà più visto come un nemico.

Tutto questo creando un ambiente di pratica nel quale sia possibile sentirsi al sicuro e percepire il proprio insegnante come una persona di fiducia.



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Istituto Beck

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