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Crono-nutrizione: come sintonizzare sonno e dieta

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Pubblicato il: 18-02-2020


Crono-nutrizione: come sintonizzare sonno e dieta © iStock

Sanihelp.it - Nonostante ognuno abbia il proprio orologio biologico e si senta a proprio agio con esso, tra coloro che prendono alla lettera il proverbio il mattino ha l’oro in bocca, svegliandosi di buon’ora e coloro che preferiscono le ore piccole, la scienza sembra a favore dei primi.

Da una recente pubblicazione guidata dal Nestlé Research, in collaborazione con docenti accademici di università internazionali, i cui risultati sono stati riportati sulla rivista Advances in Nutrition, è emerso che i nottambuli possono avere un rischio maggiore di ammalarsi rispetto ai mattinieri, in quanto tendono ad avere modelli nutrizionali meno salutari che non rispettano le tre dimensioni del comportamento alimentare – tempistica, frequenza e regolarità – e quindi i ritmi biologici e metabolici dell'organismo (crono-nutrizione).

«Andare a dormire tardi o alimentarsi di notte disallinea l’equilibrio metabolico dettato dai ritmi circadiani. Gli orologi biologici sincronizzano i sistemi metabolici per renderli efficienti e funzionali nel periodo diurno per lasciarci riposare la notte. Se invertiamo le attività, creiamo il fenomeno della chronodisruption correlata direttamente con disturbi metabolici, obesità e malattie cardiovascolari», commenta il Luca Piretta, Gastroenterologo e Nutrizionista, Università Campus Biomedico di Roma.

Lo studio ha identificato che le persone che vanno a letto più tardi consumano una maggiore quantità di bevande energetiche, zuccherate e con caffeina e ricavano una quota maggiore di energia dai grassi. Seguono schemi alimentari più irregolari, saltando la prima colazione e mangiando più tardi nel corso della giornata. Tendono a mangiare meno cereali, verdure e frutta e a consumare meno pasti durante la giornata, ma più abbondanti. Tutti comportamenti collegati all'aumento della pressione sanguigna, al metabolismo del glucosio e alla gestione dei lipidi, che possono incrementare il rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2.

Secondo lo studio il cibo ha la stessa funzione di un timer: attraverso un’alimentazione equilibrata è possibile conciliare il sonno e prevenire malattie croniche. Quali gli alimenti da prediligere? Avena, mandorle, cereali, legumi e cioccolato fondente: cibi ricchi in triptofano e melatonina, ormoni che favoriscono il sonno. Anche il latte può aiutare grazie alla conversione della caseina in casomorfine ad opera del microbiota intestinale.

Da evitare: carne, formaggi stagionati, spinaci perché contengono tiramina (un precursore dell’adrenalina) e altre sostanze eccitanti. Tra le verdure, attenzione anche al cavolo perché ricco di composti solforati, anch’essi precursori di molecole eccitanti.

Infine, da moderare caffè e tè: bevande contenenti tiramina e sostanze dette nervine perché hanno un effetto eccitante sul sistema nervoso. Nonostante l’ambito di ricerca sia recente, lo studio suggerisce che, basandosi sul cronotipo di ogni individuo, potrebbe essere possibile sviluppare strategie dietetiche personalizzate per recuperare un ciclo di sonno più regolare e una vita più sana.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Nestlé Research

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