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Smartphone come babysitter? 5 rischi da non sottovalutare

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Pubblicato il: 21-04-2020

Ritardo nello sviluppo del linguaggio, ma non solo: ecco tutti i pericoli legati all'utilizzo eccessivo e incontrollato dei device tecnologici da parte dei più piccini.


Smartphone come babysitter? 5 rischi da non sottovalutare © iStock

Sanihelp.it - Un babysitter efficace, gratis e pronto all'uso. I bambini di tutte le età passano sempre più tempo con lo sguardo concentrato sullo schermo dei telefonini di mamma e papà, spesso con il benestare dei genitori che vedono nella capacità attrattiva dei dispositivi tecnologici un valido alleato per calmare e intrattenere anche il bimbo più vivace: a casa, al ristorante, in macchina, al supermercato.

La tecnologia non è da condannare in toto. Se utilizzata nei modi e nei tempi appropriati e con la supervisione di un adulto, può stimolare l’intelletto e la creatività dei piccoli, che hanno la possibilità di navigare e imparare attraverso applicazioni e giochi studiati per la didattica. D’altro canto un uso esagerato e senza regole può portare a diverse conseguenze negative.   

1. Ritardi linguistici. I piccoli nativi digitali imparano a facilmente a destreggiarsi tra App e icone, ma spesso faticano a imparare a parlare. Secondo alcuni studi, tra le due attività ci sarebbe una correlazione: i bambini che usano smartphone e tablet già nei primi mesi di vita avrebbero più probabilità di sviluppare ritardi nell’apprendimento del linguaggio. Maggiore è l’utilizzo dei dispositivi, più alto è il rischio di avere difficoltà nella trasformazione dei suoni in parole articolate.

2. Problemi visivi. L’esposizione prolungata alla luce degli schermi può interferire con la vista, causando il disturbo di secchezza oculare: il bambino avverte una sensazione di corpo estraneo nell’occhio e/o bruciore. Inoltre guardare lo schermo a distanza ravvicinata può comportare fatica oculare, abbagliamento e irritazione.

3. Sonno disturbato. Alcune ricerche mostrano come l’utilizzo precoce dei dispositivi tecnologici incida negativamente sulla qualità del sonno. Questi strumenti tendono a sovraeccitare i più piccini che, di conseguenza, faranno fatica ad addormentarsi o avranno un riposo agitato. Inoltre, la luce blu degli schermi andrebbe ad alterare i ritmi circadiani, limitando la produzione di melatonina.

4. Disturbi comportamentali. È stata più volte segnalato che bambini e ragazzi che usano frequentemente smartphone e tablet avrebbero maggiori probabilità di sviluppare i sintomi dell'ADHD, il disturbo mentale caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione, iperattività e/o impulsività.

5. Difficoltà relazionali. La tecnologia può portare una disattenzione verso l'esterno, con conseguente riduzione delle relazioni interpersonali in famiglia e con i coetanei. Inoltre, la mediazione dello schermo impatta negativamente sullo sviluppo dell’empatia e della comprensione del disagio e del dolore altrui.

«L’interfaccia touch, togliendo la necessità di saper padroneggiare la tastiera, permette anche a bambini molto piccoli di usare uno smartphone. In epoca pre-touch, per usare uno smartphone bisognava prima conoscere le lettere dell’alfabeto: ci si affacciava alla tecnologia con un cervello già strutturato e un retroterra formato da tempo. Con il touch è il computer che diventa il retroterra su cui costruire il resto, così come con la propria lingua madre - commenta  Michael Mostert, Pediatra di Top Doctors - Dobbiamo preoccuparci? Lo sapremo quando diventeranno adulti».



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