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Cardiopatici: più vulnerabili alle sindromi influenzali

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Pubblicato il: 13-03-2020


Cardiopatici: più vulnerabili alle sindromi influenzali © iStock

Sanihelp.it - La fondazione Angelo De Gasperis a seguito del convegno nazionale di cardiologia, in una nota, ha ricordato come il paziente cardiopatico è più vulnerabile nei confronti delle possibili complicanze, soprattutto respiratorie della sindrome influenzale, in particolare in presenza di insufficienza cardiaca e/o co-morbità come il diabete o le malattie polmonari croniche.

L’influenza, come altre malattie febbrili, può determinare incrementi anche molto rilevanti della frequenza cardiaca uno dei principali determinanti del fabbisogno di ossigeno da parte del cuore, e determina un cosiddetto stato ipercinetico del nostro sistema circolatorio per cui il sangue deve essere pompato con maggior celerità.

Il cuore quindi è chiamato a svolgere un superlavoro che può metterlo a dura prova. 

«Dobbiamo diffondere queste conoscenze» ricorda il presidente della fondazione Angelo De Gasperis Benito Benedini

«In questo momento drammatico per l'Italia - spiega - la corretta informazione allunga la vita».

Come si può desumere anche dagli studi e dall'attività clinica finanziati dalla fondazione in questi anni, anche nel soggetto senza cardiopatia nota, l’influenza può aumentare il rischio di infarto fino di  sei volte rispetto alla norma, soprattutto nei soggetti anziani o con evidenti fattori di rischio cardiovascolare. 

In alcuni casi per fortuna rari, il virus influenzale può attaccare direttamente anche il muscolo cardiaco danneggiandolo in modo più o meno grave. 

È quindi evidente l’importanza di attuare tutte quelle misure igieniche e di stile di vita che possono ridurre la probabilità di contrarre la sindrome influenzale.

Risulta tassativa l’abolizione del fumo, l’evitare i forti sbalzi di temperatura e i luoghi particolarmente affollati, ma soprattutto emerge il ruolo fondamentale della vaccinazione che, in assenza di specifiche controindicazioni, dovrebbe essere consigliata ad ogni soggetto cardiopatico o ad aumentato rischio cardiovascolare.

Un’ulteriore attenzione va poi riservata all’eventuale terapia fai da te : deve essere il Medico ad indicare la terapia più adatta sintomatica, antipiretica, e così via e l’eventuale ricorso agli antibiotici che vanno assunti correttamente e solo quando realmente necessari.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fondazione Angelo De Gasperis

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