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Ortodonzia: solo le urgenze

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Pubblicato il: 31-03-2020

Ortodonzia: solo le urgenze © iStock

Sanihelp.it - Il covid-19 ha stravolto la vita a tutti mettendo in discussione anche attività di salute nient'affatto secondarie come cure dentistiche e ortodontiche.

In questi giorni di grandissima difficoltà e confusione l’ASIO, Associazione Specialisti Italiani in Ortodonzia, ha sentito la necessità di far sentire la propria vicinanza al fianco di tutti i pazienti.

Come ribadito da un recentissimo articolo pubblicato su Nature in merito all’esperienza cinese sul Covid-19 in ambito odontoiatrico, la trasmissione del Coronavirus avviene con modalità aerea, sottolineando il possibile rischio connesso con gli aerosol, routinariamente prodotti nella maggior parte delle procedure odontoiatriche.

Per questo motivo gli odontoiatri si collocano al secondo posto delle categorie professionali più esposte all’infezione da Coronavirus, come riportato pochi giorni fa dal New York Times.

Si potrebbe pensare banalmente a non trattare pazienti infetti o sospetti.

Tuttavia quest’approccio non è assolutamente applicabile, considerando i lunghi periodi di incubazione del virus (tra i 2 ed i 14 giorni) e la presenza nella popolazione generale, di un buon numero di soggetti infetti asintomatici.

Il decreto Ministeriale limita, infatti, l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili e invita a procrastinare tutte le altre, così da limitare le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus.  

ASIO pertanto, come riportato dal decreto Ministeriale dello scorso 9 marzo ed in linea con le maggiori Società Scientifiche ed Associazioni di categoria, invita tutti i suoi SOCI a limitare l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili, procrastinando tutte le altre, così da ridurre le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus. 

Le condizioni cliniche che il Coordinamento Sanitario Interregionale ha identificato come prestazioni ammissibili nel criterio »urgenti o non differibili» in odontoiatria, tuttavia, sono davvero esigue: presenza di dolore, emorragie odontoiatriche, ascessi e flemmoni, traumi e problematiche protesiche tali da determinare deficit funzionale del paziente. 

Nel campo ortodontico poi sono ancor più limitate e di gestione non realmente complessa: distacchi di brackets, decementazioni di bande o apparecchi ortodontici, decubiti ed ulcere da trauma ortodontico, ecc. La maggior parte di queste ultime può giovarsi di un supporto a distanza da parte dello specialista in ortodonzia di riferimento.

Qualora questo non sia possibile, naturalmente sarà cura dello specialista risolvere la problematica con le opportune precauzioni e procedure.

Queste in concreto saranno le modalità in caso di intervento urgente odontoiatrico: 

Sarà effettuato un triage telefonico con il proprio specialista per verificare insieme il problema ortodontico in essere, nonché lo stato di salute del paziente stesso. Sarà richiesto al paziente se:

presenta febbre (>37.5°C), raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, mal di testa insorti negli ultimi 14 giorni

è stato in contatto con persone con questi sintomi negli ultimi 14 giorni

è stato in contatto con persone infette negli ultimi 14 giorni

proviene da aree a rischio al di fuori dal territorio nazionale

Se sintomatici, i pazienti dovranno rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o chiamare il numero 1500 e possibilmente posizionarsi in uno stato di autoquarantena.

Il trattamento odontoiatrico di tali pazienti, se possibile, deve essere procrastinato.

In corso di valutazione telefonica, se ritenuto utile, lo specialista potrà richiedere di inviare una fotografia o video del problema riscontrato al proprio apparecchio ortodontico.

I sistemi e le applicazioni che utilizziamo quotidianamente (videochiamate, foto e video realizzati direttamente con il cellulare, ecc.) possono difatti essere particolarmente utili per comprendere la problematica a distanza e risolverla nel migliore dei modi

Qualora ne ravvisi lo stato di emergenza e la necessità di visitare il paziente, lo specialista programmerà per il paziente un appuntamento tale da evitare la presenza di più pazienti in contemporanea in sala d’attesa, così da rimanere a distanza corretta (almeno un metro) l’uno con l’altro, cercando di evitare accompagnatori non necessari

La sala d’attesa e gli ambienti extra clinici saranno predisposti secondo i rigidi protocolli emessi in questi giorni: un periodico e adeguato ricambio di aria, eliminando giornali, riviste, libri dalla sala d’attesa, disinfezione di ogni maniglia e superficie a contatto, fornendo al personale dispositivi di protezione (DPI) adeguati come mascherina, guanti, occhiali e camice monouso, ecc.

Mettere a disposizione del paziente, in sala d’attesa, un disinfettante alcolico e mascherine, e detergere, per ogni nuovo paziente, con soluzioni a base di alcool o di cloro tutte le superfici, maniglie o bottoni oggetto di contatto

Praticare, come di routine, tutte le norme di sterilizzazione nell’uso degli strumenti, minimizzando in particola modo l’impiego di strumenti rotanti e che prevedono nebulizzazione. 

Nell’area clinica durante la fase pre-terapia e post terapia, saranno rigorosamente applicati i protocolli stilati ed inoltrati di recente dalle Associazioni e dagli Ordini di categoria 

Si raccomanda ancora una volta, in questo particolare periodo di emergenza sanitaria, di preservare la propria salute dentale per non incorrere in situazioni più gravi. Prestando maggiore attenzione all’igiene della propria bocca e del proprio apparecchio ortodontico e seguendo le indicazioni fornite dal proprio specialista. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ASIO

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