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Carbonara: un piatto trasformista, che appassiona e unisce

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Pubblicato il: 06-04-2020

Carbonara: un piatto trasformista, che appassiona e unisce © iStock

Sanihelp.it - Il 6 aprile torna il #CarbonaraDay e quest’anno la spaghettata virtuale - che lo scorso anno ha raggiunto una platea potenziale di circa 500 milioni di persone - ha un significato in più. Tra flash mob dalla finestra, concerti sul balcone e tam-tam che viaggiano in chat, anche il piacere di regalarsi e condividere sui social un piatto di Carbonara può diventare un simbolo di resilienza e coesione. Unione Italiana Food ha dunque coinvolto chef e pasta lover invitandoli a condividere online la loro versione di #CarbonaraHomeMade.

La Carbonara è il piatto di pasta più amato e condiviso al mondo e non ci si stanca di fotografarla e discuterne online: sono oltre 1 milione i contenuti generati su Instagram con l’hashtag #Carbonara, mentre flame e meme sulla Carbonara di Gordon Ramsey continuano ad animare i social.

Negli anni è diventata gourmet, amata da foodie e Millennials, tra i più richiesti nel food delivery. Classico o rivisitato, con poche mosse e accorgimenti si fa veg o healthy, grazie all’aggiunta di ingredienti come il pesce o alle tecniche di cottura che ne abbassano l’apporto di grassi, con alcuni accorgimenti facilmente replicabili anche da casa.

La genesi è avvolta nel mistero. Secondo alcuni, i suoi ingredienti tradiscono un’origine contadina o transumante (e quindi mediterranea): pasta secca, uova, guanciale pepe e pecorino sono tutti facilmente reperibili, trasportabili e conservabili.

Una tesi suggestiva deduce che la sua comparsa nei ricettari solo a partire dal secondo Dopoguerra sia indizio che la Carbonara sia stata inventata dagli americani. Più precisamente nel 1944, dall’incontro fra la pasta italiana e i soldati alleati, che, risalendo la Penisola, accompagnavano la loro razione di tuorlo d’uovo in polvere e bacon agli italici spaghetti per assicurarsi la giusta energia di carboidrati e ottenere un piatto unico pratico e veloce. Ideatore della cosiddetta Razione K era proprio quell’Ancel Keys che, anni dopo, avrebbe scoperto e codificato la Dieta Mediterranea nelle terre del Cilento.

Secondo Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista all’Università Campus Biomedico di Roma, «qualunque piatto a base di pasta rientra in un modello equilibrato e mediterraneo inclusa la Carbonara. In questa ricetta, la pasta apporta i carboidrati a lento rilascio, quindi energia pulita e proteine vegetali, mentre le proteine animali le troviamo nel guanciale e nel rosso d’uovo che aggiunge anche alcune vitamine, come i carotenoidi (precursori della vitamina A) e Vitamina B, presente peraltro anche nei cereali e nel guanciale. I grassi? Non vanno demonizzati – spiega Piretta -, ma bisogna rispettarne la presenza del 25-30% sul totale delle calorie assunte nell'arco della giornata. Discorso diverso è per chi soffre di alcune patologie o di colesterolo alto».

Carbonara a cena? Secondo Piretta non c'è nessuna controindicazione, anzi. Il triptofano presente nei carboidrati è un amminoacido precursore degli ormoni del sonno e del benessere ovvero della melatonina e della serotonina. In particolare, la pasta essendo ricca di carboidrati stimola la produzione di insulina che a sua volta facilita l'assorbimento del triptofano. E la quantità di guanciale che finisce nel piatto è bassa a tal punto da non avere interferenze col sonno. A cena, in cui il pasto è più frugale, il suggerimento è di mangiare la Carbonara come portata unica.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Unione italiana Food

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