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Piedi doloranti: che fare in attesa del medico?

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Pubblicato il: 21-04-2020


Piedi doloranti: che fare in attesa del medico? © iStock

Sanihelp.it - In questo periodo di emergenza sanitaria, sembra che il problema della gestione del dolore, inteso come espressione di patologia minore, sia passato in secondo piano. Premettendo che l’alluce valgo o le dita a martello, o ancora le lussazioni metatarso falangee con la vasta schiera di sintomi dolorosi che si portano appresso, non possono essere considerati alla stregua di un'infezione da Covid-19, si tratta di eventi che per molte persone  diventano estremamente disturbanti nell’ambito delle diverse realtà quotidiane.

Come affrontare queste problematiche quando non c'è possibilità di andare subito dal medico? «L’utilizzo di calzature idonee è importante: la scarpa deve rispettare il più possibile la conformazione del piede - spiega il chirurgo ortopedico PBS Flavio Polliano - Deve aiutare a camminare per cui, se è troppo morbida non sorregge le strutture podaliche e stanca di più il piede, se troppo rigida va a confricare con le deformità ossee e potrà creare dei fastidiosi e dolorosi loci infiammatori cutanei (borsiti, callosità da sfregamento, piccole ulcerazioni cutanee)».

Idratate la pelle del piede: è già di per sé molto sottile (specie sul dorso) per cui più soggetta (rispetto ad altre parti dove lo strato adiposo è più rappresentato) a eventi infiammatori da compressione e sfregamento. Mantenerla elastica con creme emollienti ridurrà queste situazioni dolorose. E se ormai il guaio è fatto? Evitare lo sfregamento con superfici rigide. Se la borsite (la cipolla, la patata) è ormai rossa e dolente lasciatela libera: sandali, scarpe aperte, un buco nella calzature così da evitare la compressione.

Esistono poi presidi di tipo ortopedico che possono dare una mano in caso di dolori della pianta del piede come le metatarsalgie: un buon plantare che scarica le zone dolenti è sempre un ottimo presidio. Non fatevi imbonire dalle pubblicità che promettono guarigioni miracolose con tutori o correttori: le deformità che vi stanno provocando il dolore sono ormai strutturate e necessitano probabilmente della correzione chirurgica. Solo nelle fasi molto precoci questi presidi possono allontanare il momento dell’intervento ma non escluderlo.

Se il carico riesce a distribuirsi bene lungo la pianta, il dolore si risolve senza il bisogno di farmaci, che agiscono momentaneamente sul sintomo, non sulla causa del dolore e non sono scevri da effetti collaterali.

Ricorrete a rimedi come: La ginnastica vascolare: pediluvi alterni in acqua calda e po’ fredda della durata di alcuni minuti, ripetuti per una ventina di minuti due o tre volte al giorno. Gli impacchi occlusivi (cioè chiusi con la pellicola tipo quella da cucina) con prodotti naturali come l’arnica al 90%, ripetuti per 7 notti consecutive.

Preferite i cerotti antinfiammatori a base di ibuprofene o altri attivi che agiscono localmente senza effetti collaterali sistemici. Appena possibile, sottoponete il problema a un serio professionista.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
chirurgo ortopedico PBS Flavio Polliano

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