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Il mito dell'invulnerabilità in psicologia

Perché alcune persone credono di essere invulnerabili al Cov

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Pubblicato il: 28-04-2020

Nonostante il blocco continuano a esserci contagi, ma questo non scoraggia alcune persone, che credono di essere invulnerabili al virus.


Perché alcune persone credono di essere invulnerabili al Cov © iStock

Sanihelp.it - I consigli sulla salute, sia nella pandemia attuale che in generale, sono efficaci solo se le persone si considerano a rischio.

Se questo non succede, infatti, è più probabile che intraprendano azioni potenzialmente dannose per se stessi e per gli altri. È il caso del party sul terrazzo a Treviso e della festa di Pasqua sul tetto a Palermo, con tanto di grigliata e fuochi d’artificio.

Da Nord a Sud, senza alcuna distinzione geografica, molte persone continuano a comportarsi in modo ‘discutibile’, per non dire sconsiderato, come se il rischio di essere infettati dal Coronavirus fosse un’eventualità remota. A pensarlo non sono solo i giovani, ma anche gli adulti e persino gli anziani, che di fatto sono i soggetti più vulnerabili.

Alcune persone, infatti, si considerano ‘troppo sane’ per ammalarsi, sia per l’attuale pandemia che per le malattie croniche. Come spiegano gli esperti, sono accecate dal mito dell’invulnerabilità (fisica ed emotiva). Si raccontano una favola personale, dove si dipingono come degli eroi o delle eroine, così escono a fare la spesa 15 volte al giorno o a portare il cane al parco a ogni ora…

Come diceva Seneca, è invulnerabile non chi non viene colpito, ma chi non si sente ferito. Questo significa che chi non fa i conti con la realtà, ascoltando le storie reali di persone reali che hanno sofferto le conseguenze del Covid19 (la morte di un nonno, un genitore, un marito, un figlio), e quindi toccando il dolore, anche se indirettamente, non riuscirà mai a uscire dall’illusione che sta vivendo. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
PsychologyToday.com

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