Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Covid-19 e fertilità maschile: quale collegamento?

di
Pubblicato il: 04-05-2020


Covid-19 e fertilità maschile: quale collegamento? © iStock

Sanihelp.it - Il virus Covid-19 troverebbe un habitat nei testicoli sulle cellule dei quali si trovano i recettori ACE-2 gli stessi di polmoni e reni.

Tali recettori sono altamente espressi in prostata, cellule del testicolo e cellule di Leydig.

Per il fatto che il Covid-19 si annidi nei testicoli si ritiene possa essere una spiegazione per la maggiore suscettibilità e mortalità maschile.

I maschi, inoltre, eliminano il virus dall’organismo più lentamente rispetto alle donne, forse a causa di questo serbatoio aggiuntivo presente nell’apparato riproduttore.

Secondo uno studio, eseguito da un gruppo americano e uno indiano su 60 pazienti sintomatici (40 maschi e 20 femmine) si è visto che i maschi avevano due giorni di sintomi in più prima di avere tamponi negativi rispetto alle donne.

Tale studio è stato condotto presso l'Albert Einstein College di New York ed è stato pubblicato su Med RXIV anche se non è ancora stato sottoposto a peer-review (il processo di revisione prioritaria da parte di un comitato di esperti della stessa disciplina che discute ed approva i risultati delle ricerche scientifiche).

«Dallo studio è emersa una perdita di funzione dei testicoli nei pazienti con danni alle cellule che producono testosterone in caso di infezione. Purtroppo al momento non è noto se gli eventuali danni siano permanenti o reversibili. Per questo nei soggetti giovani e adulti che hanno contratto il Covid-19 è raccomandato un controllo andrologico specialmente se hanno in programma di diventare padri» chiarisce Salvatore Sansalone, specialista on andrologia e urologia all’Università di Roma Tor Vergata e consulente urologo per il ministero della Salute. 

Il 20 aprile un commento a cura di scienziati cinesi apparso su Nature Reviews Urology ha sottolineato con forza la necessità di monitorare anche il tratto uro-genitale nei soggetti positivi al Covid.

Nonostante la maggior parte dei pazienti sviluppi complicanze a livello polmonare, le crescenti evidenze indicano un coinvolgimento dell’apparato riproduttivo maschile, anche a causa della sua maggiore suscettibilità alle infezioni.

«Una preoccupazione, quella per la fertilità, che negli USA ha portato ad un aumento di almeno il 20% delle richieste di conservazione del seme- racconta l’andrologo- Servizio fornito a domicilio da società specializzate che inviano kit da rispedire in banche dove il prezioso campione sarà congelato per essere utilizzato in caso di bisogno. Una procedura analoga a quella alla quale si sottopongono pazienti giovani adulti con patologie oncologiche prima di sottoporsi a chemio e radioterapia».

Le aziende americane riferiscono di richieste aumentate fino a 10 volte, il che riflette le paure che stanno emergendo su potenziali effetti del virus sulla fertilità. Va detto però che la sopravvivenza degli spermatozoi dopo lo scongelamento è direttamente proporzionale alla qualità del campione conservato: i campioni di pazienti con pochi spermatozoi (oligospermici) hanno un tasso di sopravvivenza inferiore rispetto a quelli normali. Ma quelli ottenuti dall’eiaculazione risentono meno dei danni rispetto a quelli prelevati medicalmente.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Salvatore Sansalone

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?