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Università: almeno il 10% di studenti e prof con Covid-19

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Pubblicato il: 14-05-2020


Università: almeno il 10% di studenti e prof con Covid-19 © iStock

Sanihelp.it - L'Italia, e in particolare la Lombardia, continuano a essere pesantemente colpite dalla pandemia di Covid-19. Secondo i dati ufficiali, all’11 maggio si registravano oltre 219.000 casi e 30.739 decessi in Italia, di cui oltre 81.800 casi e 15.054 decessi in Lombardia. Le cifre ufficiali sono tuttavia sottostimate: i casi registrati, infatti, includono i ricoveri ospedalieri, più un ristretto numero di soggetti positivi a tamponi PCR eseguiti in modo non sistematico e variabile nel tempo.

Secondo una survey messa a disposizione di studenti e personale dell'Università Statale di Milano su una serie di domande sui sintomi correlati a Covid-19 (febbre, cefalea, raffreddore, tosse, anosmia, disturbi gastrointestinali e separatamente febbre oltre 38.5° C) nel periodo dal 24 marzo al 30 aprile, coordinata dal professor Carlo La Vecchia, che ha coinvolto più di 14.000 partecipanti, il 21.8% dei soggetti (No. 3.138) ha riportato sintomi di tipo Covid-19 e l'1.5% (No. 219) febbre superiore a 38.5° C; 217 soggetti hanno eseguito almeno un tampone. Di essi, 46 erano risultati positivi (21.3% di quelli eseguiti, 0.3% del complesso dei rispondenti).

La frequenza di soggetti che hanno riferito sintomi di tipo Covid-19 era simile in donne e uomini, leggermente più alta nei giovani (in larga parte, studenti), nei fumatori e nei soggetti sovrappeso. Tuttavia, parte dei sintomi riferiti può essere legata ad altre condizioni (virali) non specifiche. Ipotizzando che solo la metà dei sintomi segnalati sia riconducibile a Covid-19, l'indagine conferma che circa il 10% della comunità accademica sarebbe stata affetta da Covid-19.

È noto che le donne hanno una minor frequenza di Covid-19 moderato e grave, sia per motivi genetici che per migliori stili di vita e quindi minor frequenza di patologie concomitanti. I dati dell'indagine confermano indirettamente che una proporzione rilevante di sintomi riportati sono da attribuire a Covid-19.

Vi è inoltre una forte associazione tra sintomatologia nel rispondente e nei coabitanti: il 64% dei soggetti con sintomi ha riportato almeno un coabitante con sintomi, rispetto al 14% dei soggetti asintomatici. La forte contagiosità intra nucleo di coabitazione è un'ulteriore indicazione che i sintomi siano stati causati da un agente patogeno nuovo - il SARS-CoV-2 – rispetto al quale non vi era immunità nella popolazione.

A queste stime vanno poi aggiunti i soggetti infetti da Covid 19 completamente asintomatici o con sintomi così lievi da non venire riportati. Anche se non rappresentativi della popolazione generale, questi dati confermano pertanto che il Covid-19 ha colpito una parte sostanziale della comunità accademica in marzo e aprile, ampiamente superiore rispetto ai casi registrati.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università Statale

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