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Decalogo del buon ciclista

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Pubblicato il: 16-05-2020

Decalogo del buon ciclista © iStock

Sanihelp.it - Ci eravamo dimenticati di ... muoverci. È una medicina che l’uomo ha sempre avuto a disposizione ma nell’evoluzione sapiens ha perso! I medici la promuovono come migliore terapia di prevenzione. A piedi e in bicicletta. Ecco un decalogo che chiarisce i vantaggi di chi si mette a pedalare (con la testa) non solo per sport ma anche per la sua salute. E come racconta Carlo Dallocchio, neurologo presso l’Azienda socio sanitaria territoriale (ASST) di Pavia, maratoneta e biker al corriere.it, «Mettersi in movimento serve a recuperare il gap innescato dall’evoluzione della specie umana».

1 – Ti rende più felice. Lo sostiene John Ratey, psichiatra della Harvard Medical School, nel suo libro Spark: The Revolutionary New Science of Exercise and the Brain, dove racconta di pazienti che dopo un anno di cicloterapia sono notevolmente migliorati da gravi forme di depressione. Lo afferma la scienza: pedalare abbassa lo stress e diminuisce la depressione. In una parola, regala felicità.

2 – Protegge il cuore. Ci sono diversi studi che provano come la bicicletta sia utile alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e ci fa invecchiare meglio. Il ciclismo, infatti, è uno sport di resistenza e pedalare rafforza non solo il cuore ma anche la ventilazione polmonare.

3 – Un toccasana per la linea (per lei). Un'ora di bicicletta fa bruciare fino 500 calorie. Secondo una ricerca pubblicata su Archives of Internal Medicine, che studiava gli effetti benefici della bicicletta su donne in premenopausa in sovrappeso, un'ora di bicicletta, più volte alla settimana, ha effetti dimagranti.

4 – Un toccasana per la fertilità (per lui). Smettiamola di dire che la bici fa venire la prostata. Non esiste un legame fra l'andare regolarmente in bici (con una corretta posizione in sella) e l'insorgenza di problemi per la salute maschile. Secondo un recente studio britannico dell'University College di Londra, i ciclisti non rischiano infezioni uro-genitali, disfunzione erettile, infertilità. I ricercatori hanno studiato 5.300 ciclisti, fra i 16 e gli 88 anni, abituati a stare in sella dalle 3 alle 9 ore alla settimana per valutare la probabile insorgenza di queste patologie con risultati tranquillizzanti. Al contrario, andare in bicicletta fa bene alla zona pelvica perché attraverso la pompa muscolare delle gambe viene attivata la circolazione venosa.

5 – Combatte il senso di fatica. I ciclisti sopportano la fatica di lunghe o corte salite e hanno maggior energia: secondo uno studio dell'Università della Georgia i livelli di energia di chi va in bici a ritmo moderato per almeno 3 volte a settimana, migliorano del 20%, mentre diminuisce l'affaticamento del 65%.
 
6 – Migliora il metabolismo muscolare. A differenza della corsa, il ciclismo è un sport a basso impatto per le articolazioni: pedalando correttamente e senza esagerare non esercitiamo pressioni sugli arti inferiori. Ecco perché è indicato per le ginocchia. Inoltre, come riporta una ricerca francesce pubblicata su Journal of Electromyography and Kinesiology, effettuata su chi pratica mountain bike, rafforza tutti i muscoli delle gambe. Chi va in bici migliora il metabolismo muscolare a vantaggio soprattutto di glutei, cosce e polpacci. Non solo. Rafforza anche i muscoli e le ossa della zona dorsale, quindi anche la schiena ne riceve benefici.

7 – Se usi il casco non sei pericoloso. La bicicletta può essere pericolosa, soprattutto in città, a causa degli incidenti stradali e dell'inquinamento. Nel 2010, negli Stati Uniti, quasi 800 ciclisti sono stati uccisi e 515.000 sono finiti al pronto soccorso. Che fare? Devi indossare un casco omologato e della misura giusta e non sarai più pericoloso ne per te ne per gli altri. La mobilità ciclistica offre tutta una serie di vantaggi: i benefici che la bici regala alla salute sono superiori ai rischi degli incidenti stradali e dell'esposizione agli inquinanti atmosferici.

8 – Se vuoi invecchiare (bene) pedala!  Più si pedala intensamente e più si allunga l'aspettativa di vita, soprattutto perché si evitano malattie cardiache. Lo sostiene uno studio danese: per le donne, dai 2 ai 3 anni in più, e per gli uomini, dai 4 ai 5 anni. Addirittura, i ciclisti del Tour de France vivono, in media, circa 8 anni in più rispetto ad altri sportivi. È il risultato di una ricerca pubblicata su International Journal of sport medicine. Secondo stime effettuate sui 53 Paesi europei censiti dall'OMS, la sedentarietà provoca circa un milione di decessi l'anno.

9 – Punta sulla bike economy. Secondo un recente studio pubblicato dalla Commissione economica per l'Europa dell'Onu (Unece) e dall'Ufficio regionale Oms per l'Europa, se le maggiori città europee investissero nelle due ruote e quindi nel trasporto verde e sano, oltre 76.600 persone potrebbero trovare lavoro (nella vendita al dettaglio di biciclette, nella manutenzione, nella fornitura di abbigliamento e accessori per ciclisti). Si parla di salvare circa 10 mila vite. Se Roma adottasse lo stesso modello di bike sharing di Copenaghen (città leader in Europa con il 26% del trasporto in città su due ruote) potrebbero crearsi oltre 3.200 nuovi posti di lavoro e si potrebbero salvare 154 vite in un anno. L'inattività fisica e lo smog sono tra i principali fattori associati alle morti in Europa: 500 mila ogni anno.

10 – Il fascino del ciclista. Affascinante, intelligente, ecologista, altruista, generoso. Secondo uno studio della British Heart Foundation, un quarto degli inglesi pensa che i ciclisti abbiano tutte queste qualità: insomma, il ciclista è diventato quasi un’icona, il partner ideale. Scacco matto al prototipo del calciatore si potrebbe proprio dire così!



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